Vimercate – Conflitti. Guerra e disagio sociale tra Otto e Novecento è la mostra che dal 10 maggio aprirà  allo Spazio Heart, a cura di Simona Bartolena in collaborazione con Enrico Sesana. L’esposizione riunisce le opere di trentatré artisti in un percorso dedicato al rapporto tra arte, violenza e tensioni sociali tra XIX e XX secolo.

Più che raccontare singoli eventi storici, il progetto affronta il concetto stesso di conflitto come condizione costante dell’umanità. Un tema che attraversa la storia dell’arte e che viene qui indagato attraverso opere capaci di restituire la brutalità della guerra, ma anche il disagio, l’ingiustizia e le fratture della società contemporanea.

Come sottolinea Bartolena nel testo in catalogo, la mostra non nasce come una semplice riflessione sulla guerra, bensì come un’indagine sulle molteplici forme del conflitto, comprese quelle interiori e sociali. L’arte diventa così strumento di denuncia e spazio di resistenza, capace di dare voce a ciò che spesso resta invisibile.

Il percorso prende avvio dalle incisioni di Francisco Goya tratte dai Disastri della guerra, opere che segnano una svolta nella rappresentazione del conflitto, privandolo di ogni retorica eroica per mostrarne l’orrore. Attorno a questo nucleo si sviluppa un itinerario che attraversa Otto e Novecento con lavori di Honoré Daumier, Édouard Manet, Maximilien Luce, Cham e Henri Rousseau, dedicati ai conflitti che segnarono la Francia tra guerra franco-prussiana e Comune di Parigi.

La mostra prosegue poi con opere di Max Beckmann, Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix, Pablo Picasso, Joan Miró, Giacomo Manzù, Zoran Mušič, Emilio Vedova e Cesare Cavaliere, in una sequenza che costruisce un vero atlante del dolore e della resistenza.

A unire tutte le opere è anche la tecnica: l’intera esposizione è composta da stampe originali — acqueforti, litografie, silografie e puntasecche — provenienti da una collezione privata. La grafica d’arte emerge così non soltanto come mezzo espressivo, ma come linguaggio diretto e incisivo, capace di sostenere l’impegno civile degli artisti.

Accanto a immagini celebri come Sueño y mentira de Franco di Picasso, Aidez l’Espagne di Miró e Noi non siamo gli ultimi di Mušič, trovano spazio opere meno conosciute ma altrettanto intense, come Morfinomane di Grasset ed El fusilado di Mendez.

L’esposizione si configura come un racconto corale che attraversa la storia europea e le sue fratture, interrogando il presente attraverso il linguaggio dell’arte. Un progetto che riflette sulla persistenza della guerra e sull’impossibilità di considerarla una realtà lontana o conclusa.

La mostra inaugura domenica alle 18.30. L’ingresso è libero. Orari di apertura al pubblico: da giovedì a domenica, dalle 16 alle 19.