Milano – Dopo la grande personale ospitata nel 2011 a Palazzo Reale, Mimmo Paladino torna a esporre nel capoluogo lombardo con un progetto pensato appositamente per la Sala Stirling di Palazzo Citterio. Dal 16 maggio al 26 luglio il pubblico potrà visitare una mostra che riunisce i celebri “Dormienti”, una delle opere più iconiche dell’artista campano, insieme a un nucleo di disegni inediti del 1973.

L’esposizione, curata da Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera in collaborazione con l’Archivio Paladino, presenta l’intera serie dei Dormienti: trentadue sculture in terracotta nate dalla stessa matrice ma ricomposte ogni volta in relazione allo spazio che le accoglie. A Palazzo Citterio l’allestimento assume la forma di una vera e propria scena teatrale, immersa nell’ambiente ipogeo della Sala Stirling.

I corpi distesi, rannicchiati in posizione fetale, appaiono sospesi in una dimensione silenziosa e meditativa, tra sogno e realtà. Il visitatore è invitato a muoversi liberamente nello spazio, trasformato in un paesaggio di soste, ascolto e contemplazione, dove le opere entrano in dialogo con l’architettura e con una dimensione sonora intensa. Per l’occasione sarà infatti riproposta la traccia musicale composta da Brian Eno per la storica installazione londinese del 1999 alla Roundhouse, esperienza che confermò la vocazione interdisciplinare dell’artista.

Concepiti alla fine degli anni Novanta e presentati per la prima volta a Poggibonsi nel 1998, i Dormienti evocano inevitabilmente i corpi pietrificati di Pompei ed Ercolano dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma affondano le loro radici anche nei celebri disegni che Henry Moore dedicò ai rifugiati nei ricoveri antiaerei inglesi durante la Seconda guerra mondiale. Figure non tragiche ma raccolte in un sonno sospeso, carico di attesa e immaginazione.

Il percorso espositivo prende avvio da una sala appartata accanto alla Sala Stirling, dove trovano posto quindici grandi disegni inediti realizzati da Paladino nel 1973 e conservati per decenni nel suo studio di Paduli, nel Beneventano. Questi lavori testimoniano gli inizi della sua ricerca, quando il giovane artista, allora venticinquenne, iniziava a sperimentare nuove possibilità espressive attraverso il disegno e il colore, allontanandosi dalle tendenze concettuali, minimaliste e poveriste ancora dominanti in quegli anni.

La presenza dei fogli del 1973 accanto ai Dormienti sottolinea la continuità di una poetica sempre attraversata dal mito, dalla memoria e dal rapporto tra figura e spazio. In occasione della mostra sarà inoltre pubblicato un volume monografico edito da Metilene Edizioni, curato da Lorenzo Madaro, dedicato al rapporto tra l’opera di Paladino e l’architettura, con contributi di Angelo Crespi, Mauro Covacich e Simone Salvatore Melis dell’Archivio Paladino.

L’esposizione sarà visitabile nei seguenti orari: da martedì a domenica, 8.30 – 19.15.

(Ph. Lorenzo Palmieri)