Crema – Il Museo Civico di Crema e del Cremasco apre le porte alla cultura giapponese con la mostra “Yūgen: l’incanto sottile del Giappone”, in programma dal 24 maggio al 2 agosto, con inaugurazione alle 17 negli spazi del Centro Culturale Sant’Agostino.
L’esposizione nasce dalla collaborazione tra il museo cittadino e il Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi, con il supporto dell’Associazione Culturale Mnemosyne e il patrocinio della Fondazione Italia-Giappone. Il progetto si inserisce nel ciclo “…per un mese”, dedicato alle mostre temporanee di breve durata.
Dopo l’esperienza condivisa della rassegna “Ver Sacrum e la grafica della Secessione viennese”, il nuovo percorso espositivo concentra l’attenzione sull’arte giapponese, mettendo in luce l’impatto estetico e culturale che essa ebbe in Europa tra Otto e Novecento. Il titolo richiama il concetto di yūgen, termine che esprime un senso di bellezza misteriosa e profonda, legata all’intuizione e alla suggestione dell’invisibile. A teorizzarlo fu Zeami Motokiyo, figura centrale del teatro nō, per descrivere quell’attimo di grazia capace
di rivelare l’essenza nascosta delle cose.
La mostra propone un percorso che attraversa oggetti di uso quotidiano, opere d’arte e testimonianze editoriali, evidenziando la raffinatezza della cultura materiale giapponese. Dai piccoli utensili domestici alle lacche decorate, dai giocattoli tradizionali agli stencil per kimono, fino alle incisioni e ai volumi che contribuirono a diffondere in Occidente la conoscenza delle tecniche artistiche nipponiche.
Particolare rilievo è dato alla xilografia policroma, disciplina che in Giappone raggiunse livelli di eccellenza e che influenzò profondamente gli artisti europei. In mostra sono presenti trattati e pubblicazioni che ne documentano la diffusione nella prima metà del Novecento, insieme a celebri esempi di stampe ukiyo-e e ai celebri manga di Katsushika Hokusai.
Un focus è dedicato anche alla percezione europea del Giappone, raccontata attraverso edizioni storiche che testimoniano il fascino esercitato dall’estetica orientale sul gusto occidentale. Il percorso invita il visitatore a cogliere il valore dell’effimero, del dettaglio e della trasformazione continua, elementi centrali nella sensibilità artistica giapponese.
La mostra, a cura di Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Maurizio Lo Giudice e Silvia Scaravaggi, riunisce opere provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui la Biblioteca Comunale Clara Gallini e importanti raccolte milanesi.
La mostra è aperta martedì dalle 14.30 alle 17.30, da mercoledì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30, mentre sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. Chiuso il lunedì. L’ingresso è gratuito.









