Veduta interna degli affreschi del BattisteroVeduta interna degli affreschi del Battistero

La parete nord. Entrando nella grande aula dominata al centro dalla vasca battesimale, una delle più antiche della Lombardia, la parete settentrionale si presenta spoglia, perché ricostruita nell'Ottocento. Grazie alle visite pastorali dell'epoca borromaica è possibile avere alcune informazioni sulla decorazione precedente. Contro questo lato si trovava una scala in muratura di accesso alla tribuna, sotto la quale stava un altare dedicato alla Madonna, che incorniciava una immagine della Vergine tra i santi Antonio e Sebastiano. Sempre su questa parete, secondo la notizia del cardinale Federico Borromeo, si trovava un affresco raffigurante la regina Teodolinda, probabilmente databile al XV secolo, periodo in cui spesso si legava la fondazione di un edificio sacro a un personaggio illustre.

Il San Giacomo della controfacciata.
Sulla controfacciata, in parte perduto perché vicino alla parete nord demolita, si legge l'immagine di S.Giacomo a cavallo, opera di carattere votivo, commissionata da un varesino di nobile rango il cui stemma risulta oggi illeggibile. La scena narra un miracolo postumo del santo, citato anche dalle fonti agiografiche: san Giacomo avrebbe portato sul suo cavallo un pellegrino in viaggio per Santiago e il suo compagno di viaggio, moribondo. Il motivo del santo cavaliere è tipico del varesotto e testimonia un territorio solcato da vie di comunicazione, ma qui si accosta anche il tema delle opere di misericordia, di assistenza ai moribondi.

Tra natività e santi.
Sempre sulla controfacciata, ai lati

Gli affreschi della zona presbiteriale (maestro della Tomba FissGli affreschi della zona presbiteriale
(maestro della Tomba Fissiraga)

della porta, sono visibili una Natività e un San Ludovico da Tolosa. Il santo, in cattive condizioni, rivela una certa raffinatezza ed è databile al pieno Trecento. La Natività si distingue per i tratti arcaici, conservatori, come la fasciatura stretta che caratterizza il corpo di Gesù, il San Giuseppe seduto in disparte su un ricco seggio.
Fra questi affreschi della controfacciata non sembrano sussistere collegamenti logici. Gli studiosi di storia dell'arte parlano di "antologia della pittura medievale": non esiste cioè un piano programmatico di decorazione, ma lo spazio è luogo per l'espressione della devozione individuale dei cittadini.

Il Maestro della Tomba Fissiraga.
Sulla parete sud dell'aula si è concentrata l'attività del cosiddetto Maestro della Tomba Fissiraga, che prende il nome dal nobile lodigiano Antonio Fissiraga, grande benefattore dei Francescani, morto nel 1327. La parete è occupata da due registri: in quello superiore sono raffigurate figure di Apostoli, mentre in quello inferiore si riconoscono una figura di devoto inginocchiato, una teoria di santi e due devoti rivolti verso la Crocefissione che occupa la spalla dell'arco trionfale. Sempre sulla spalla, sotto l'intonaco trecentesco si vede la figura di un sacerdote, pittura arcaica pertinente alle antiche fasi del battistero. Tra i santi si riconoscono Ambrogio, Giovanni Battista, titolare della Chiesa e Caterina di Alessandria, nel Trecento una delle sante più rappresentate. Sull'altra spalla dell'arco, una Madonna con il Bambino.

Preziose testimonianze di arte varesina, che non finiscono qui: alla prossima settimana per gli affreschi del presbiterio e della tribuna.

Manuela Mentasti

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