Nella  notte tra il 4 e 5 agosto  del 1962 si  spegneva  ufficialmente per abuso di barbiturici, nuda e sola nel suo letto, una delle più palpitanti stelle del panorama hollywoodiano, lasciando dietro tale evento una serie di misteri che a tutt’oggi, a cent’anni dalla sua nascita, non sono stati ancora rivelati.

Voci trasversali dissero,  di volta in volta, ci fosse stato l’intervento della mafia, dell’FBI e della CIA.Si sospettava che sotto quelle lenzuola uomini potenti, avvolti dal fascino della diva, avessero parlato troppo.

Arthur Miller aveva contratto matrimonio con Marilyn Monroe il 1° luglio 1956 e fu la sua scomparsa a ispirare la tragedia “Dopo la caduta”.

Ma prima di lui persero la testa per Marilyn i fratelli Kennedy.

Poco propensa a sottostare agli ordini altrui, Marilyn fece infuriare prima i dirigenti della Fox, poi Billy Wilder che la diresse in “Quando la moglie va in vacanza” e in “A qualcuno piace caldo”.

Anche il mondo dell’arte rimase affascinato dalla sua estroversa bellezza, Andy Wharol ne duplicò l’immagine all’infinito quale emblema della Pop-art.

Il trionfo del musical “Gli uomini preferiscono le bionde” le permise di lasciare nel calco del Teatro Cinese non l’impronta delle mani ma quella del seno.

Memorabile la discesa dalle scale tra i boys in ”Bye bye baby” e la scena dove la gonna  viene sollevata da un soffio d’aria proveniente da una griglia su un marciapiede metropolitano .

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Impressionante la cadenza numerica che ha scandito la sua esistenza: 13 ricoveri ospedalieri, 2 aborti, 4 mariti, mentre si vocifera fosse oltre 40 il numero degli amanti, 25 gli hotel che l’hanno ospitata.

A scandire gli aspetti più profondi e psicologici di Marilyn Monroe concorre il libro “Marilyn eterna fanciulla” di Liliana Dell’Osso e Riccardo Dalle Luche (Editore Alpes, pp. 184, Euro 18).

I due psicologi scavano nel profondo di una delle personalità più tormentate e complesse che hanno percorso gli anni d’oro dell’era hollywoodiana del secondo dopoguerra.

L’unico che amò profondamente Marilyn fu l’indiscusso campione di baseball Joe Di Maggio che dopo la morte di lei fece posare ogni giorno sulla sua tomba un mazzo di rose rosse.

Quando anche lui se ne andò, più nulla.

 

Mauro Bianchini

 

“Marilyn eterna fanciulla” – Liliana Dell’Osso e Riccardo Dalle Luche (Editore Alpes, pp. 184, Euro 18)