Il fotografo Tiziano CapentiIl fotografo Tiziano Capenti

Tiziano Capenti è uno dei sette attuali membri che compongono il gruppo fotografico lonatese, formatosi nel 2008, e che da allora espone le proprie opere in occasione delle feste patronali autunnali di Castelseprio e di Lonate Ceppino. Specializzato in foto naturalistiche, dove ritrae insetti, anfibi e altri animali in pose ravvicinate e dai dettagli nitidissimi, con quest'intervista ci spiega i segreti della sua tecnica fotografica.

Quando va a fare le sue foto?
"Le foto vengono fatte principalmente la mattina presto, partendo dalle cinque o cinque e mezza, fino alle otto o alle nove, dipende dalla temperatura: infatti al mattino presto gli insetti sono ancora intorpiditi, hanno la rugiada sulle ali, e non volano. Altrimenti, durante la giornata non starebbero mai fermi, ed è perciò impossibile fotografarli. Invece così, prima ancora che sorga il sole, si trova il giusto incantesimo: l'unica difficoltà, in questo caso, consiste piuttosto nel riuscire a trovarli, perché stanno nascosti per non essere catturati dai predatori e dagli altri insetti. Si nascondono davvero molto bene, e non è facile individuarli: s'immagini di stare di fronte ad un prato immenso, e dover cercare questi minuscoli insetti immobili… Occorre preparare il cavalletto, usare l'autoscatto, impostare il blocco dello specchio: c'è tutta una tecnica particolare, per ridurre al minimo le vibrazioni. In effetti, si arriva a tempi di esposizione di mezzo secondo, o perfino di un secondo: sono tempi lunghi, e c'è anche il rischio che nel frattempo si

Uno scatto di Tiziano CapentiUno scatto di Tiziano Capenti

muovano. E non ci deve essere vento e siccome la profondità di questi ingrandimenti è questione di millimetri, dev'essere tutto assolutamente perfetto".

Come è nata la passione di ritrarre gli insetti?
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Ho sempre avuto la passione per gli animali in genere, e allora l'ho messa nella fotografia. Di solito, all'inizio fotografavo solo rane, rospi, e in generale anfibi; poi pian piano mi sono un po' ampliato. Anche perché avendo come soggetti solo le rane dopo un certo tempo mi sono sentito per certi aspetti limitato: cambiavano le pose, l'inquadratura, ma dopotutto gli scatti erano simili. Per fotografare questo genere di animali avevo dovuto documentarmi bene, tenendo conto anche di dove vivo, per cercare i posti dove vanno a riprodursi e dove trovarle".

Quali sono i luoghi dove principalmente va a scattare le sue foto?
"La maggior parte delle foto sono state fatte qui in Valle, anche se recentemente vado a farne qualcuna al Ticino, per cambiare un po' zona e aumentare la varietà dei soggetti".

Sceglie magari dei periodi e delle stagioni particolari, in base a quello che vuole cercare?
"Sì, per le rane e i rospi solitamente vado in marzo e aprile, perché è il momento della deposizione delle uova. Mentre per gli altri soggetti sfrutto tutta la primavera e l'estate. Più che altro, bisogna armarsi di tanta pazienza, e alzarsi molto presto al mattino".

Noto qui anche la foto di uno scoiattolo…

Il gruppo di autoriIl gruppo di autori

"Ecco, sì, questo in effetti è uno scoiattolo grigio, lo si può trovare nei parchi. Questo in particolare è stato fotografato a Legnano, nel parco dove c'è il castello. Lo scoiattolo grigio è stato introdotto di recente, e sta un po' sconvolgendo tutto l'habitat dove vivono anche i nostri scoiattoli comuni. Tra l'altro, questi scoiattoli sono molto socievoli, non hanno paura dell'uomo: ti vengono vicino, puoi porgergli da mangiare, e arrivano tranquillamente. Alcuni addirittura te lo tolgono direttamente dalla mano…".

A livello propriamente tecnico, come realizza le sue foto?
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Come macchina fotografica ho una Canon, e utilizzo un pannello bianco o argentato per togliere le ombre. Poi imposto l'autoscatto, il blocco dello specchio, e per lo scatto uso il telecomando a distanza. E naturalmente il cavalletto, perché tutto deve essere assolutamente fermo e immobile. Una volta che il soggetto è stato messo a fuoco, basterebbe anche solo la pressione del dito sul pulsante dello scatto per creare quel minimo spostamento che, essendo la profondità di pochi millimetri, creerebbe disturbo. E poi, inoltre, per quanto riguarda le farfalle, bisogna posizionarsi proprio in parallelo al soggetto, perché altrimenti si rischia di avere a fuoco l'occhio ma non l'ultimo pezzo dell'ala. Per le rane, invece, di solito uso due faretti, uno che illumina il soggetto e l'altro lo sfondo, così da creare una luminosità omogenea. Di recente ho provato a sperimentare anche la luce diffusa tramite un ombrello, ma il procedimento diventa più elaborato perché a questo punto deve intervenire l'aiuto di una seconda persona, in quanto per uno solo tutti questi strumenti diventano difficili da gestire. Quindi, è tutto abbastanza complesso, ed è per questo che si fanno tantissimi scatti per avere poi la sicurezza che nella quantità esca la foto perfetta: e quando finalmente esce, si ha una soddisfazione incredibile. Anche solo questa, su duecento o trecento, ti ripaga di tutte le ore che hai speso per cercarla".

Mostra fotografica
Domenica 9 ottobre 2011
Lonate Ceppino