Torino – A cento anni dalla scomparsa di Margherita di Savoia, i Musei Reali le dedicano una mostra che sceglie una prospettiva lontana dalla celebrazione dinastica per restituire il profilo di una donna colta, curiosa e protagonista della vita culturale italiana tra Otto e Novecento.

Allestita negli spazi della Biblioteca Reale, “Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Palazzo e Biblioteca Reale“, curata da Lorenza Santa, Fabio Uliana e Maria Luisa Ricci, costruisce un percorso attraverso libri, documenti d’archivio, incisioni, fotografie e preziosi oggetti provenienti dalle collezioni della sovrana. Ne emerge il ritratto di una regina che fece della cultura uno strumento di rappresentanza, ma anche un autentico interesse personale.

La mostra prende avvio dalla Torino sabauda, ancora capitale del Regno, evocata da mappe storiche, vedute della città e raffinati Calendari Reali che restituiscono il clima della corte nella quale Margherita nacque nel 1851. Da qui il racconto segue le tappe fondamentali della sua esistenza: il matrimonio con Umberto di Savoia, l’ascesa al trono nel 1878 e gli anni segnati dalla tragedia dell’assassinio del re a Monza nel 1900.

Più che gli avvenimenti politici, tuttavia, sono gli interessi culturali della regina a guidare il visitatore. Manoscritti, volumi e carte autografe documentano il dialogo con alcuni dei maggiori protagonisti della cultura italiana. Tra le presenze più significative spicca il manoscritto di Alessandro Manzoni dedicato all’unità della lingua italiana, accanto ai volumi autografati da Giosuè Carducci, che dedicò a Margherita la celebre ode Alla regina d’Italia. Anche la musica trova spazio con gli spartiti di Giovanni Sgambati ed Eugenio Pirani, testimonianza di un ambiente artistico che la sovrana seguì con particolare attenzione.

Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione riguarda il gusto figurativo e decorativo dell’epoca. Attraverso doni ufficiali, ricami, manufatti, erbari e oggetti d’arte applicata, la mostra racconta il passaggio dall’eclettismo ottocentesco alla stagione del Liberty, mettendo in luce il dialogo tra arti decorative, artigianato e produzione seriale, secondo quella sensibilità estetica che avrebbe caratterizzato il fin de siècle italiano.

Il percorso si completa eccezionalmente con la riapertura dell’Appartamento di Margherita al primo piano di Palazzo Reale, dove gli ambienti conservano ancora il gusto della sovrana. Qui il visitatore incontra il celebre ritratto eseguito da Michele Gordigiani, porcellane provenienti dalle più importanti manifatture europee e raffinati arredi commissionati ai migliori ebanisti dell’epoca, testimonianze di un’idea di rappresentanza in cui arte, eleganza e vita di corte si fondono in un linguaggio unitario.

L’esposizione  è visitabile fino al 6 gennaio 2027. Orari al pubblico: lunedì e venerdì dalle 9 alle 13.30, martedì, giovedì e sabato dalle 13.30 alle 18.30, e la domenica 9 – 13.30.  Dal 16 agosto al 27 settembre 10 – 18.