Lettura non difficile, quella espressa da Francesco Filippi in “Guida semiseria per aspiranti storici social” (Bollati Boringhieri, pp 125, Euro 10) ma certo impegnativa rivolta ai frequentatori di “arene” social.
Là, in quei luoghi della chiacchiera dove dominano il “Noi” e il “Voi” che mascherano il “sono più bravo io” e il “Lei non sa chi sono io”.
Luoghi ove vere o supposte Elite si misurano in acconcioni interminabili, saccenti e ripetitivi tipiche dei tagliabrodo ovvero il nulla o giù di lì.
L’autore segnala vicende storiche vere o verosimili in versione contrastabile da una seconda versione che dettaglia, precisa e confuta.
Affiora la volontà di infastidire l’ascoltatore evidenziando, all’opposto, le capacita dell’interlocutore.
Contrasti alla fine polemici ma anche occasione di confronto costruttivo su ciò che poco o nulla si sapeva.
Forse un singolare modo di ridurre la diatriba a civile convergenza.
L’autore, già noto per il suo apprezzato “Perché siamo ancora fascisti”, si sia divertito offrendo soluzioni e artifici possibili solo grazie alla sua bravura.
Si, lettura impegnativa, adatta contrastare i luoghi comuni dei discorsi da Bar…qui si vola alto.
Mario Ferdeghini









