Milano – Con la mostra Il corpo del suono. Ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti, la Paula Seegy Gallery apre la nuova stagione espositiva. L’esposizione, a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, inaugura il 24 settembre e celebra il centenario della nascita di Miles Davis attraverso un corpus di una trentina di scatti storici, quasi tutti in bianco e nero, stampati su carta cotone, che riuniscono alcuni dei maggiori interpreti del jazz internazionale.

La rassegna fotografica rappresenta un’eccezione rispetto al fil rouge della galleria, che da sempre ospita principalmente artisti, pittori e scultori protagonisti del Novecento.

Fabrizio Garghetti, figura attiva nella scena culturale dagli anni Sessanta a oggi, con il suo stile immediato e “fulminante” ha colto l’essenza di alcuni tra i più significativi eventi, personalità e luoghi dell’arte degli ultimi sessant’anni. Vero cronista della cultura, è considerato uno dei più originali fotografi dell’arte, della danza e della musica contemporanee, non solo italiane.

Il percorso espositivo si concentra sugli anni Sessanta-Ottanta, periodo nel quale lo sguardo dell’autore supera la tradizione della fotografia umanistica per catturare le emozioni dell’uomo nell’istante stesso della creazione artistica. Attraverso la precisione e la sensibilità di Garghetti, il corpo dei soggetti fotografati si trasforma in linguaggio. Il jazz diventa così un osservatorio privilegiato: è nell’improvvisazione, infatti, che il processo creativo si manifesta nella sua forma più evidente, istintiva e irripetibile.

I ritratti esposti testimoniano momenti memorabili di alcuni grandi protagonisti della storia del jazz, tra cui Laurie Anderson, Gato Barbieri, Count Basie, Ray Charles, Ornette Coleman, Miles Davis, Bill Evans, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Charles Mingus e Buddy Rich.

Uno scatto del 1983 immortala Miles Davis ripiegato su sé stesso, quasi isolato da ciò che lo circonda, in una concentrazione che sembra trasformare l’esecuzione in un dialogo interiore. Buddy Rich, fotografato nel 1970, tra i più grandi batteristi jazz, è invece colto in un momento lontano dall’usuale virtuosismo: il musicista fischietta con un’espressione ironica e l’immagine restituisce il carattere anticonvenzionale e imprevedibile del personaggio. Garghetti mette così a confronto due modi diversi di vivere e interpretare la musica: uno più raccolto, l’altro più spensierato.

In altre immagini ciò che attrae il suo sguardo è il gesto dell’esecuzione, come nello scatto dedicato a Ornette Coleman del 1980, colto nel pieno della sua ricerca artistica. Il musicista sembra infrangere le regole del linguaggio jazzistico per dare vita a una nuova forma ritmica; il volto contratto, l’espressione assorta e il gesto energico della mano concentrano nell’immagine la tensione della performance.

Anche nel ritratto di Bill Evans del 1965 l’autore si concentra sul gesto, declinato in una forma più sfuggente e immateriale. Il pianista appare assorto sulla tastiera: le mani perdono nitidezza per la rapidità dei movimenti e il corpo sembra dissolversi, diventando quasi un’estensione dello strumento. La fotografia restituisce così la leggerezza dell’esecuzione nel momento in cui la musica si fa forma attraverso il corpo.

Le immagini esposte compongono un percorso unitario e coerente, nel quale ogni interprete conserva la propria individualità. Una galleria di esperienze umane e artistiche in cui il corpo dei musicisti ritratti diventa luogo della creazione.

La fotografia di Garghetti nasce da una frequentazione diretta e continuativa degli artisti e dei luoghi dell’arte. Nel corso degli anni l’autore ha seguito e documentato numerosi protagonisti della scena contemporanea, instaurando con molti di loro rapporti di amicizia e collaborazione.

La serata inaugurale è in programma giovedì 24 settembre alle 18, nella sede di via San Maurilio 14. L’apertura sarà accompagnata da una selezione musicale jazz, con alcuni celebri brani del Miles Davis Quintet tratti da The Legendary Prestige Quintet Sessions, proposti dal vivo da Guido Desigis (Desigis Records) attraverso i suoi vinili. La mostra sarà visitabile fino al 22 ottobre, da martedì a sabato, dalle 12 alle 19.