Donne donne… – La nuova mostra che aprirà sabato al Museo d'arte moderna e contemporanea di Varese offre una visione coinvolgente dell'arte della seconda metà dell'Ottocento. Un periodo storico di passaggio, di sperimentazione e di soluzioni differenti ed innovative. Un passaggio che porta dall'accademismo vero e proprio, velato di pudica malizia, della Tamar di Giuda di Francesco Hayez, datata 1847, che inizia il percorso espositivo, fino al divisionismo di un giovane Giacomo Balla che, con la sua Bambina coi fiori, saluta il visitatore. 40 opere, di cui 7 della collezione permanente del Castello e le altre ricavate da collezioni private. Una scelta selettiva che ha portato il curatore, Silvano Colombo a visionare fino a 200 pezzi. Una selezione fortemente tematica, in un ampio raggio di possibilità; lo studioso ha deciso alcuni soggetti che avrebbero fatto da cardine e, convinzione alla mano, ha così estrapolato il nucleo esposto e l'ha radunato nel suo 'percorso per immagini'.

Epoca di passaggio –
Il tema principe è la donna, il gentil sesso che ha visto e, in alcuni momenti subito in maniera assolutamente singolare, il cambio di mentalità. Fuori la politica dal campo visivo. Non c'è una Anita Garibaldi, il Risorgimento, i moti, si sentono solo da lontano. Le tele del Castello trattano vari ambiti, ma l'impegno non c'è; sembra che sia passato e in qualche artista abbia lasciato un segno inetriore che si traduce pittoricamente in sottili ombre. Le donne in mostra raccontano da una parte il cambiamento dello status sociale, della mentalità, e dall'altra il cambio di stile pittorico intercorso in quel periodo. "Nella seconda metà dell'Ottocento c'è un passaggio dall'accademismo, dal rigore nel disegno e nella forma, al divisionismo, al gesto più libero, istintivo" spiega il curatore.

Tempi diversi – Il nudo accoglie il visitatore: il corpo della donna che si mostra solo se 'protetto dalla censura', in quanto soggetto sacro; si passa poi alla desolazione umana di una donna lasciata da un giovane amante, che piange disperata con l'ultima lettera tra le mani. Un passaggio chiaro: nel 1847 non si poteva ancora osare, non rientrava nella morale dell'epoca, ma solo trent'anni dopo tutto muta e l'artista non teme di descriveree l'illiceità di una relazione o il disagio amoroso raffigurando la donna nella sua concretezza, senza maschere o vestimenti pomposi. 'Tempi antichi e moderni', prima sala, racchiude questo passaggio in un nucleo di poche opere coinvolgenti e patetiche. Nella galleria si respira tutt'altra aria: dalla figura femminile da salotto, adagiata in un interno alla Visconti, si passa alla strada. Da una parte la borghesia di Molteni, Toemermer, Bouvier e Fumagalli, dall'altra le popolane di Lega, Favretto, Boldini, Mosso e delle altre protagoniste allestite nella 'galleria dei ritratti, dai salotti alle strade'.

Attenzione ai dettagli – Dal cuore della Lombardia, si va a Venezia e poi si incontrano nelle strade e nei cortili di Napoli. La mamma milanese, un pò sofferente lascia spazio ad una florida giovane con le guance rosse e paffute. La sala maggiore racchiude più emozioni, più realtà. 4 tele raccontano Napoli, l'allegria della sua gente e la dolcezza ostentata delle sue madri, altrettanti quadri guardano Venezia coi foulard rossi ed i merletti. Poi si sale sui monti e si scopre la neve ed infine si scende al piano e si raccolgono i fiori. "Ogni opera di questa mostra ha dentro una storia, bisogna avvicinarsi e soffermarsi sui dettagli, capire bene, per poterla scoprire" dice il curatore. Quindi che i dettagli non passino inosservati, che si colga quanto di romantico racchiude un abito d'altri tempi e quanta dolcezza o malinconia suscita una giovane madre. Tanti i sentimenti che racchiude questa mostra, tanti i racconti e gli spunti artistici da scoprire.

"Donne donne…per un profilo della figura femminile nella pittura del secondo ottocento in Italia: una antologica"
14 giugno – 31 agosto
Castello di Masnago
Via Cola di Rienzo, 42
Varese
orario: da martedì a domenica 10-12.30/14.30-18.30
per info: 0332-820409, www.varesevive.it
ingresso al museo comprensivo di mostra: 4 euro (con catalogo: 5 euro)
mostra a cura di Silvano Colombo con contributo di Clara Castaldo
inaugurazione sabato 14 ore 11