Somma Lombardo – L’impronta iniziale impressa da Castrenze Calandra (vive e lavora nella quiete della frazione di Maddalena) nel suo ultimo romanzo “Senza nome” (WE Gruppo Editoriale, pp. 87, Euro 15) da pochi giorni presente nelle librerie, è nel segno del doppio.
Un parto gemellare innesca contrazioni ed espansioni esistenziali di alcuni personaggi presenti sulla scena alimentando in ognuno di loro sia indagini intime sia relazioni pubbliche a volte incontrollabili, poiché mosse da irrefrenabili istinti.
L’eterno femmineo presente nella protagonista nella parte femminile del feto, affonda la sua brama esistenziale nella componente maschile in chi le è connaturato.
Comprendere chi si è, chi si vorrebbe essere muove i distinti a percorrere territori dove violenza, desideri sessuali, intime affettività danno vita a un turbinio di colpi di scena tali da fare intendere che quando tutto pare prendere forma, all’improvviso il contesto sino a quel momento costruito, si dipana lasciando spazio a nuove realtà interpretative.
Dosando sapientemente le cadenze tonali tra luci e ombre, entro le quali i vari protagonisti cercano le rispettive identità, Castrenze Calandra crea scenari che di volta in volta assumono contorni che dalla stretta spazialità domestica si allargano alle inquietanti pieghe del contesto urbano.
Ed è in tale misura che risuona lo spessore culturale dell’autore in grado di farci udire l’eco di “Uno, nessuno e centomila”.
Mauro Bianchini
Castrenze Calandra – “Senza nome” – WE Gruppo Editoriale, pp 87, Euro 15.









