Maccagno – Si intitola Extinctions la prima mostra personale in Europa dell’artista statunitense Deborah Kruger in apertura, dall’11 luglio, al MuMa – Civico Museo Parisi Valle. Curata da Barbara Pavan l’esposizione porta sul Lago Maggiore una riflessione sul rapporto tra crisi ambientale, memoria culturale e responsabilità collettiva.
Il progetto trova una sede particolarmente significativa nel museo progettato da Maurizio Sacripanti, concepito come un “museo-ponte” in cui architettura e paesaggio dialogano costantemente. Le opere di Kruger instaurano così una relazione diretta con il territorio e con l’ambiente naturale, rafforzata dalla collaborazione scientifica con la Fondazione Bolle di Magadino, che ha contribuito alla realizzazione di un’opera dedicata al Tarabusino, specie presente nell’area del Lago Maggiore e oggi considerata a rischio.
La mostra riunisce un nucleo di lavori recenti incentrati su due fenomeni solo apparentemente lontani: la progressiva estinzione di numerose specie di uccelli e la scomparsa delle lingue indigene. Per l’artista questi processi rappresentano due manifestazioni della stessa crisi globale, che minaccia contemporaneamente la biodiversità naturale e quella culturale.
Sculture tessili, grandi arazzi e opere a parete sono realizzati utilizzando uno degli elementi distintivi della ricerca di Kruger: piume in plastica riciclata, successivamente serigrafate con immagini di specie aviarie minacciate e sovrastampate con testi in lingue a rischio di estinzione. La plastica, simbolo della produzione e del consumo contemporanei, viene così trasformata in un materiale capace di raccontare le responsabilità umane nei processi di degrado ambientale e di cancellazione delle identità culturali.
La formazione dell’artista nel textile design emerge nella cura della materia, nella qualità tattile delle superfici e nella costruzione delle opere, dove accumulazione e stratificazione diventano strumenti di riflessione sui modelli economici dominanti e sul valore della memoria custodita dai materiali.
Alla base della sua ricerca vi è una visione relazionale dell’esistenza, secondo cui organismi viventi, culture e linguaggi sono parte di una stessa rete di interdipendenze. In questa prospettiva, la distruzione degli habitat naturali e l’erosione delle culture marginali derivano da dinamiche comuni, generate da sistemi
produttivi fondati sull’estrazione intensiva delle risorse e sull’omologazione dei comportamenti. Con Extinctions, Deborah Kruger restituisce visibilità a specie e culture che rischiano di scomparire.
La mostra, in calendario sino al 25 ottobre, è accompagnata da un catalogo trilingue, in italiano, inglese e tedesco. Inaugurazione: 11 luglio alle 17. Orari mostra: venerdì: 15 – 19; sabato e domenica 10 – 12 e 15 – 19. Ingresso gratuito









