Sesto Episodio 

Stone Town è da sempre l’unico agglomerato urbano dell’Isola di Zanzibar ad avere case costruite in pietra. Il resto è tutto fango, che viene sciolto dalle piogge torrenziali per poi essere ogni volta ricostruito. Il Palazzo delle Meraviglie, l’edificio più grande della città, è detto tale perché il solo, fino a poco tempo fa, a essere dotato di luce elettrica e ancora oggi l’unico a vantare addirittura un ascensore.

Questa è una città con alto grado di tolleranza religiosa: arte islamica degli Omaniti, chiese anglicane, con il loro pesante ricordo di usurpazione e schiavitù, templi induisti e palazzi dei sultani si amalgamano perfetti in un attraente decadentismo ottocentesco,

davvero singolare e inatteso per i miei occhi sempre alla ricerca di nuovi incanti. La meraviglia di questo luogo sta proprio nel fatto che ogni popolo passato di qui ha lasciato un segno, che va a sommarsi ai precedenti, senza però scontrarsi o sovrapporsi. La bellezza, com’è noto, sta proprio nella diversità di culture, nella varietà degli stili e delle arti.

In questo angolo di Tanzania, tra i chiaroscuri dei vicoli della Città di Pietra, capisco l’importanza di non cancellare il passato, di preservare le diversità e le tradizioni di ogni popolo, di ogni epoca. L’idea occidentale di uniformare tutto a uno stile di vita, europeo o americano che sia, oltre alla dissoluzione graduale ma spietata della cultura locale, porta a un livello di banalità che rende superflua persino un’attività artistica differente dal modello adottato. “Amare le differenze” significa permettere che esistano svariati modi di vivere, di pensare, di parlare. È un errore credere che tutti, in tutto il mondo, abbiano bisogno delle stesse cose che piacciono a noi. Ecco la mia conclusione di oggi: l’acqua calda per la doccia, a Zanzibar, non serve.

La mia voce notturna oggi mi suggerisce di trasformare in arte la metamorfosi vissuta in questo viaggio, ciò che ho assorbito, raccolto e metabolizzato. Sento il dovere di lasciare una traccia, per chiunque vorrà accoglierla e seguirla.

Zanzibar, Tanzania, 28 dicembre 2015