Busto – Che cosa resta davvero di cinque anni di formazione artistica? Tecnica, linguaggio, visione personale, ma soprattutto la capacità di trasformare esperienze, fragilità e domande in immagini. È da questa riflessione che nasce “Cosa Mostra?”, esposizione ospitata dalla Fondazione Bandera per l’Arte, ideata dagli studenti della classe 5F1 del Liceo Artistico Paolo Candiani, che hanno scelto di raccontare il proprio percorso creativo attraverso una collettiva costruita come un mosaico di identità differenti ma profondamente connesse.
Lontana dall’essere una semplice esposizione scolastica, “Cosa Mostra?” si presenta come un laboratorio aperto di linguaggi contemporanei, dove installazioni, sculture, pittura, fotografia e disegno convivono in un dialogo continuo tra esperienza individuale e ricerca collettiva. Il titolo stesso gioca sull’ambiguità della parola “mostra”: non soltanto ciò che viene esposto, ma anche ciò che l’arte rivela, lascia emergere, mette in discussione.
Il percorso espositivo raccoglie sia opere nate da esercitazioni e stimoli affrontati durante gli anni scolastici, sia lavori sviluppati autonomamente dagli studenti come esito di riflessioni personali. Ne nasce una geografia visiva eterogenea, attraversata da temi come l’identità, il corpo, la memoria, la percezione e il rapporto con lo spazio.
Tra i lavori esposti, il dinamismo luminoso delle opere di Alessia Caldarera dialoga con le immagini sospese e quasi impalpabili delle fotografie di Clelia Capoferri; i corpi evocati da Joshua Galoy e Christian Ciapparella si confrontano con le ombre e le assenze indagate
da Alma Cavazza, mentre i volumi rigorosi di Elisa Fasciani incontrano il “circo sinestetico” immaginato da Ettore Cappa Marchello. Ogni ricerca mantiene la propria autonomia, ma trova senso all’interno di una narrazione condivisa, costruita sull’idea che l’arte possa diventare uno spazio di confronto capace di superare
differenze e distanze.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti del progetto: la volontà di presentare il gruppo non come somma di individualità isolate, ma come organismo creativo in evoluzione. In anni segnati da trasformazioni sociali, fragilità relazionali e ridefinizioni identitarie, gli studenti sembrano utilizzare l’arte come strumento per comprendere sé stessi e il mondo circostante.
Una sezione della mostra è dedicata inoltre ai progetti sviluppati nell’ambito dell’iniziativa “Arte e Prevenzione”, realizzata in collaborazione con il dottor Alberto Vannelli, presidente dell’Associazione Erone Onlus. I prototipi elaborati dai ragazzi affrontano il tema della prevenzione oncologica e della tutela ambientale, con l’obiettivo di sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni. Alla base del progetto vi è l’idea che salute e ambiente siano elementi inseparabili: “io sono me più il mio ambiente”.
L’esposizione assume così anche una dimensione civile, dimostrando come l’arte possa diventare strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva. Non solo ricerca estetica, dunque, ma pratica di relazione, ascolto e partecipazione.
Con “Cosa Mostra?”, la Fondazione Bandera per l’Arte apre il proprio spazio a una
generazione che si affaccia al contemporaneo con uno sguardo libero da schemi, ancora in formazione ma già capace di interrogare il presente. Una mostra che non offre risposte definitive, ma invita il visitatore a sostare dentro domande aperte, intuizioni e possibilità. Inaugurazione, 28 maggio alle 18. L’esposizione sarà poi visitabile sino al 4 giugno nei seguenti orari: tutti giorni dalle 16 alle 19. Chiuso il 2 giugno.









