Milano – “Dialoghi di materia: Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki”, è la mostra in corso fino al 30 giugno alla Paula Seegy Gallery. L’esposizione, curata da Luigi Sansone riunisce cinque artisti accomunati da una riflessione sulla materia come organismo vivo, mutevole e capace di generare relazione. La mostra prosegue il percorso della galleria
dedicato alla scultura contemporanea, presentando opere di piccolo formato – molte delle quali inedite – in cui volume, colore e tensione dinamica si intrecciano in un’atmosfera raccolta e quasi tattile.
Legno, rame, ferro, acciaio e vetro diventano strumenti di una ricerca che mette al centro il rapporto tra forma, luce e trasformazione. Ogni artista sviluppa infatti un dialogo personale con il materiale scelto, lasciandone emergere qualità fisiche, memoria e possibilità espressive.
Nel lavoro di Gabriella Benedini il legno conserva le tracce del tempo e della propria origine naturale: venature, giunture e segni diventano parte integrante della composizione, in un equilibrio sottile tra essenzialità e narrazione. Pietro Coletta concentra invece la ricerca sul rame e sulle sue trasformazioni luminose. Ossidazioni, riflessi e variazioni cromatiche danno vita a superfici in continuo mutamento percettivo, dove la materia si fa memoria sensibile.
Con Salvatore Cuschera il ferro assume una presenza energica e strutturale. Saldature, tensioni compositive e superfici segnate raccontano il processo costruttivo dell’opera e il suo rapporto fisico con lo spazio. La ricerca di Riccardo De Marchi si sviluppa invece attraverso l’acciaio, esplorato nelle sue qualità di precisione, riflessione e leggerezza percettiva: forme geometriche essenziali
dialogano con la luce in un equilibrio rigoroso e dinamico.
Più rarefatta e contemplativa la dimensione evocata da Izumi Ōki, che utilizza il vetro come spazio di sospensione e meditazione visiva. Trasparenze, sovrapposizioni e riflessi costruiscono opere attraversate dalla luce, dove fragilità e resistenza convivono in una poetica essenziale.
Pur nella diversità dei linguaggi, la mostra evidenzia una comune attenzione verso la capacità della scultura contemporanea di trasformare la materia in esperienza sensibile. Il percorso espositivo si inserisce inoltre in una ricerca avviata dalla galleria con precedenti collettive curate da Sansone e proseguita negli spazi di Villa Arconati con la mostra “Luce”, a cura di Diana Segantini per la Fondazione Augusto Rancilio. Un itinerario che continua a interrogare il rapporto tra materia, percezione e dimensione immateriale della luce.
Orari di visita alla mostra: da martedì a sabato, 12 – 19









