Ravenna – PianoB – pausa arte si prepara a ospitare, dal 18 settembre al 10 ottobre, “Fuori Uso” la nuova personale di  Nadia Nespoli. L’artista presenta opere dal ciclo Cambiare le Trame, dove indumenti dismessi si trasformano in forme sospese tra memoria, materia e nuova possibilità.

L’esposizione nasce intorno a una domanda essenziale: che cosa accade a un oggetto quando esaurisce la propria funzione, ma non la propria capacità di evocare?

Nespoli parte dall’indumento, elemento quotidiano carico di memoria, per sottrarlo alla sua destinazione originaria e condurlo verso una nuova dimensione. Attraverso intrecci, cuciture, pieghe e trasformazioni, ciò che appare come uno scarto acquista una presenza tridimensionale e si porta dal pavimento alla parete, diventando forma sospesa e silenziosa.

Il vestito non viene rappresentato né semplicemente recuperato: viene privato del suo uso e, proprio attraverso questa sottrazione, restituito a una diversa possibilità di esistenza. La materia conserva le tracce del gesto e del tempo, mentre l’assenza del corpo che l’ha abitata diventa parte integrante dell’opera.

Il percorso espositivo si completa con lavori su carta, nei quali si riconosce l’origine della ricerca: il gesto più intimo, la misura iniziale da cui prendono forma le successive trasformazioni. Pieghe, vuoti, superfici, cancellazioni e materia costituiscono un vocabolario comune, capace di mettere in relazione bidimensionalità e tridimensionalità.

La pratica di Nadia Nespoli, formatasi nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti di Brera, si sviluppa dalla fine degli anni Novanta attraverso una ricerca che intreccia pittura, carta, filo e tessuto. Centrale è il gesto della cancellazione, inteso non come semplice sottrazione ma come apertura verso nuove possibilità di visione. Nei lavori più recenti, anche il bianco assume il valore di uno spazio di attesa, sospensione e apparizione.

Fuori Uso si inserisce così nella ricerca dell’artista come una riflessione sulla trasformazione: ciò che è stato consumato non scompare necessariamente, ma può cambiare stato, significato e relazione con lo sguardo. È nella distanza dalla funzione originaria che l’oggetto ritrova una nuova forza, diventando memoria visibile e materia da interrogare.

La mostra inaugura sabato 18 settembre, dalle 18 alle 20, e sarà visitabile il martedì, venerdì e sabato dalle 16 alle 19, oppure su appuntamento.