Lugano – È dedicato ad Adriano Pitschen il secondo appuntamento del ciclo espositivo annuale promosso dall’Associazione Amici dell’Atelier Calcografico nel Porticato della Biblioteca Salita dei Frati. La mostra intitolata Nitori, termine che richiama una dimensione di nitore e limpidezza, in apertura dal 5 settembre al 10 ottobre, presenta una selezione di incisioni capace di restituire le diverse tappe della ricerca grafica del pittore luganese.

L’esposizione, ideata in collaborazione con l’artista, mette in relazione autore e osservatore, pittura e incisione, contenuto e forma. Ne emerge un percorso nel quale la pratica incisoria non appare come un territorio separato dalla pittura, ma come un ulteriore strumento attraverso cui Pitschen ha interrogato nel tempo la costruzione dell’immagine, il rapporto tra segno e spazio e gli equilibri della composizione.

L’avvicinamento alla stampa calcografica risale agli anni della formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera. A testimoniare quella prima stagione è Ciliegie del 1977, una delle poche prove rimaste di quel periodo. Dopo la ricerca pittorica condotta negli anni Ottanta sulle forme e sulla loro disposizione compositiva, Pitschen torna all’incisione alla fine del decennio, realizzando nuove acqueforti. Tra queste, Composizione a croce del 1991 che segna un passaggio significativo: il segno si concentra nello spazio della matrice fino a costruire una superficie ritmata e articolata.

Il percorso prosegue attraverso opere realizzate con tecniche tradizionali della grafica d’arte, dall’acquatinta alla linoleografia e alla silografia, affiancate da lavori ottenuti mediante matrici perforate. Nelle composizioni più recenti, forme circolari essenziali e nitide entrano in relazione secondo equilibri sempre rinnovati, dando vita a una ricerca nella quale rigore formale e dinamismo convivono.

La selezione conferma la continuità tra l’attività incisoria e quella pittorica dell’artista. La matrice diventa uno spazio di costruzione nel quale il segno può concentrarsi, rarefarsi e organizzarsi, mentre la riproducibilità propria della stampa non cancella la dimensione profondamente autoriale dell’immagine.

In mostra anche Composizione semiaperta (2026), incisione edita dall’AAAC per i propri soci, e la cartella d.c.p.m. del 2006, realizzata con testi poetici di Dubravko Pušek e frutto della collaborazione con gli stampatori d’arte Gianstefano e Francesco Galli. Sono opere che ampliano il racconto di una ricerca sviluppatasi anche nel dialogo con il mondo della stampa e del libro.

Nato nel 1953, Pitschen ha esposto in musei e istituzioni svizzeri e italiani e ha partecipato a rassegne internazionali dedicate all’incisione. La mostra alla Biblioteca Salita dei Frati offre ora l’occasione di osservare da vicino questa componente della sua produzione, seguendo il progressivo affinamento di un linguaggio nel quale il segno, liberato dal superfluo, tende verso quella chiarezza formale suggerita dal titolo stesso dell’esposizione.

Nitori inaugura sabato 5 settembre alle 17.30, alla presenza dell’artista, con interventi di Adriano Pitschen e Robert Redmer. La mostra è visitabile con ingresso gratuito: mercoledì dalle 14 alle 18, giovedì e venerdì dalle 9 alle 18, sabato dalle 9 alle 12.