Bard – “Il buon gusto non esiste.” Franco Moschino amava provocare con aforismi destinati a diventare manifesti di una visione della moda libera da convenzioni e conformismi. A più di trent’anni dalla sua scomparsa, quella dichiarazione continua a risuonare con sorprendente attualità e diventa la chiave di lettura di “Ceci n’est pas une exposition”, la grande mostra che dal 31 ottobre il Forte di Bard dedica allo stilista-artista capace di trasformare l’abito in un gesto creativo, ironico e profondamente politico.(ph. Stefano Pandini campagna pubblicitaria 1988)
Curata da Pier Paolo Pitacco, con Catia Zucchetti e il contributo critico di Giuseppe Mastromatteo, l’esposizione riunisce oltre 200 fotografie, abiti storici, campagne pubblicitarie e preziosi materiali d’archivio, ripercorrendo il lavoro dello stilista attraverso un allestimento immersivo articolato in sei sezioni tematiche.
Più che un couturier, Moschino emerge come un artista capace di sovvertire i codici del lusso con intelligenza e ironia. I suoi celebri tailleur “alla Chanel” con girandole al posto dei bottoni, il tubino nero con il prezzo ricamato o gli abiti realizzati con le cravatte sono diventati icone di una moda che mette continuamente in discussione se stessa. La provocazione, tuttavia, non è mai fine a sé stessa, ma veicolo di una riflessione sul consumismo, sul conformismo e sul ruolo dell’immagine nella società contemporanea.
La mostra evidenzia anche il carattere anticipatore del suo pensiero. Moschino fu infatti tra i primi stilisti a promuovere l’uso di pellicce ecologiche e a inserire nelle proprie collezioni temi ambientalisti e sociali, dimostrando una sensibilità che oggi appare sorprendentemente attuale.
L’allestimento valorizza il dialogo tra fotografia e moda attraverso gli scatti di Stefano Babic, Sergio Caminata e Stefano Pandini, accostati alle leggendarie vetrine della maison e alle campagne pubblicitarie
che hanno contribuito a costruire il mito del marchio. A completare il percorso, una serie di testimonianze video di amici, collaboratori e artisti restituisce il ritratto umano di uno dei protagonisti più originali del Made in Italy.
Dopo le mostre dedicate a Gian Paolo Barbieri e Gianfranco Ferré, il Forte di Bard conferma così la propria attenzione verso la cultura della moda, riletta come fenomeno artistico e linguaggio capace di interpretare il proprio tempo.
“Ceci n’est pas une exposition” rimarrà in calendario sino al 14 febbraio 2027. Orari: feriali 10-18, sabato, domenica e festivi 10-19.
Cenni biografici
Franco Moschino nasce ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, il 27 febbraio 1950. Fin da giovane dimostra una forte passione per l’arte. Nel 1967 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano con l’intenzione di diventare pittore. Per mantenersi gli studi, inizia a lavorare come illustratore freelance per riviste e case di moda, scoprendo, così, il mondo del fashion. Si diploma successivamente all’Istituto Marangoni, dove perfeziona le sue competenze nel design e nella sartoria. (ph.Stefano Pandini campagna pubblicitaria 1988)
Nel 1971 inizia a lavorare come disegnatore per Gianni Versace, una collaborazione che durerà sei anni. A partire dal 1978, per undici stagioni consecutive, disegna le collezioni per il marchio Cadette. Il 1983 segna la svolta: Moschino fonda la sua casa di moda, la Moschino Couture!, con la società Moonshadow. La sua prima collezione – moda donna – ha un successo immediato, e attira l’attenzione della stampa per lo stile giocoso e la capacità di infrangere le regole del settore. Nel 1984, la seconda collezione moda donna, presentata a Fiera Milano, conferma il successo della precedente stagione. L’anno successivo è la volta della prima collezione uomo, presentata nelle sale di Palazzo Reale a Milano.
La sua carriera è in piena ascesa: del 1986 è la linea donna Moschino Jeans, l’anno dopo la Maison presenta la sua prima fragranza e, nel 1988, Moschino lancia Cheap and Chic: una linea giovane ed economicamente accessibile, dimostrando grande capacità di rendere la sua creatività disponibile a un pubblico più ampio. Il 1989 è un anno decisivo: viene infatti inaugurata la prima boutique Moschino in via S.Andrea a Milano, mentre la seconda, in via Durini, è dedicata alle collezioni Cheap and Chic e Moschino Jeans.
A partire dal 1991decide di abbandonare le passerelle, aumentando contemporaneamente il suo impegno in campagne di sensibilizzazione sociale, con una presa di coscienza ecologica e morale. Nel 1993, per celebrare i dieci anni di attività del brand, Moschino organizza la retrospettiva “X Anni di Kaos!” alla Permanente di Milano, che, insieme al catalogo pubblicato per l’occasione, ripercorre tutti i traguardi della sua eclettica carriera. Nello stesso anno viene organizzata una presentazione dei suoi abiti storici, che sfilano sulle passerelle del Teatro Nazionale di Milano.
Franco Moschino si spegne il 18 settembre 1994 a soli 44 anni.








