Lugano – Il ciclo di approfondimenti sulla storia dell’arte del Ticino, propone a cura di Cristina Sonderegger “Umberto Boccioni verso la liberazione futurista” al Museo d’arte della Svizzera Italiana.

Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 – Verona 1916) fu uno dei fondatori del Movimento Futurista.
Rifiutando le regole classiche della pittura, i futuristi volgevano lo sguardo verso la scienza e la tecnologia, focalizzando i loro slanci creativi all’idea di movimento attraverso lo spazio.
Partendo dai primi lavori divisionisti datati 1908, la mostra si compone di 15 opere accompagnate da una serie di dipinti prefuturisti donati alla città dagli eredi di Gabriele Chiattone, amico e collezionista
dell’artista.

La raffigurazione dei paesaggi operata da Boccioni, mette in atto un susseguirsi di piani prospettici dove la natura si apre ad un respiro visivo che pare non avere confini, quasi a volere esprimere il cadenzato succedersi delle stagioni.

Il tenore espressivo presente nei ritratti si fonde con una continua derivazione composta da minimali
vibrazioni di colore tese a mettere in evidenza dinamismo, espressività, vitalità di sguardi e introspezione psicologica dei soggetti dipinti.

Nell’atto frenetico dell’azione, Boccioni pare volere accelerare la cadenza degli accadimenti e allo stesso
tempo fermare il loro incedere per renderli eterni pur decontestualizzandoli dalla realtà.

Mauro Bianchini

“Umberto Boccioni verso la liberazione futurista” – Lugano – Museo d’arte della Svizzera Italiana, Via Canova 10. Fino al 24 gennaio 2027. Orari: Ma/Me/Ve 11-18. Gio 11-20. Sa/Do/Festivi 10-18.
info@masilugano.ch