Cocquio Trevisago (VA) – Sarà Atelier Capricorno a ospitare dal 17 al 24 maggio la nuova personale di Chiara Campiotti, intitolata “Sorelle”. La mostra presenta un nucleo di sculture in terracotta dedicate all’universo femminile, tra figure interiori, poetesse e contadine, raccolte in composizioni simboliche che riflettono sui temi della memoria, della relazione e della trasformazione.
Il percorso espositivo mette al centro una ricerca artistica maturata attraverso una lunga esperienza nel campo pedagogico e della formazione. Per oltre venticinque anni Campiotti ha lavorato nell’insegnamento e nell’ambito educativo, approfondendo i processi narrativi e relazionali che oggi riaffiorano nella sua pratica scultorea. Le opere nascono infatti come luoghi di ascolto e di emersione interiore, dove la materia diventa strumento per custodire storie e presenze silenziose.
Le figure modellate dall’artista non si configurano come semplici ritratti, ma come apparizioni sospese nel tempo, immerse in uno spazio intimo e raccolto. La scelta della terracotta assume un ruolo centrale: materiale primario, caldo e poroso, capace di trattenere il segno della mano e la memoria del gesto creativo. L’imperfezione viene accolta come valore autentico, elemento vivo della costruzione poetica.
Uno degli aspetti distintivi della ricerca di Campiotti è il lavoro per triadi. Le sculture si presentano infatti spesso in gruppi di tre figure che instaurano un equilibrio dinamico e una narrazione condivisa. Non monumenti celebrativi, ma piccole comunità simboliche che evocano archetipi del femminile legati alla parola, al radicamento e alla capacità trasformativa. I dettagli applicati sul petto delle figure, gli inserti dorati e gli oggetti custoditi assumono così un forte valore simbolico, trasformando il cuore nel luogo della memoria e della forza generativa.
Tra suggestioni arcaiche e sensibilità contemporanea, le opere richiamano ex voto, madonne laiche e idoli domestici, mantenendo però una voce profondamente attuale. Una poetica che, come sottolinea la critica Debora Ferrari nel testo che accompagna la mostra, si fonda su una “pedagogia della materia”, dove la crescita prende forma lentamente attraverso il corpo stesso dell’opera.
L’inaugurazione è in programma domenica alle 16.30 con la presentazione critica di Debora Ferrari. Alle 17.30 seguirà il concerto del Trio Selene e, a conclusione, un aperitivo buffet. Il finissage del 24 maggio proporrà invece alle 16 l’incontro “Cos’è la poesia” con Marco Piatti. La mostra sarà visitabile il lunedì, venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 18.30.









