Mendrisio – Dal 10 maggio il Museo d’arte dedica a Felice Varini la prima grande mostra monografica di ampio respiro mai realizzata in Svizzera e nell’ambito culturale italofono. Un progetto espositivo che segna un passaggio significativo nel riconoscimento istituzionale dell’artista ticinese, attivo da decenni sulla scena internazionale.
Celebre per le sue opere pittoriche e spaziali, pensate per essere attraversate dal pubblico, Varini costruisce immagini che vivono in equilibrio tra effimero e reale. La mostra si configura come un intervento totale, capace di coinvolgere l’intero edificio museale, dall’antico chiostro quattrocentesco fino alle sale interne del Complesso di San Giovanni.
Il percorso espositivo si sviluppa come un itinerario immersivo, in cui ogni ambiente accoglie un intervento site-specific. Le opere dialogano con le caratteristiche architettoniche degli spazi, trasformando pareti, pavimenti, soffitti e aperture in elementi attivi della composizione. Il visitatore è così guidato in un’esperienza che ripercorre l’intera carriera dell’artista, dagli esordi fino alle ricerche più recenti, attraverso una selezione che comprende lavori storici riattualizzati e opere inedite realizzate per l’occasione.
Al centro della ricerca di Varini si colloca un’indagine rigorosa sul fenomeno della percezione. Le sue opere si rivelano pienamente solo da un punto di vista preciso: spostandosi nello spazio, l’immagine si frammenta, si dissolve e si ricompone. È proprio nel movimento del corpo e nello sguardo attivo dello spettatore che l’opera prende forma, trasformando la visione in un’esperienza dinamica e consapevole.
Le forme geometriche – cerchi, linee e superfici piane – realizzate con colori puri e intensi, si distribuiscono nello spazio inglobando elementi architettonici e discontinuità. In questo modo pittura e architettura entrano in una relazione di tensione reciproca, mettendo in discussione i confini tradizionali del linguaggio pittorico.
A completare il progetto espositivo, una sezione documentaria approfondisce il metodo dell’artista: disegni preparatori, fotografie e materiali d’archivio, insieme a un documentario realizzato per l’occasione, offrono al pubblico strumenti utili per comprendere il processo creativo di Varini e il dialogo costante tra progetto, pittura e spazio.
Orari apertura mostra: martedì–domenica 10-12/ 14-17; lunedì chiuso.









