La Villa del BalbianelloLa Villa del Balbianello

Una perla – Il Lago di Como è una delle mete preferite da chi ama lusso, eleganza e bellezze naturali. I suoi panorami affascinati e i piccoli borghi che si affacciano sulle sue sponde lasciano i turisti di tutto il mondo attoniti e incantati. La stagione estiva aumenta e favorisce queste gite nella città lacustre e permette di scoprire anche le realtà vicine a Como, a volte meno conosciute. Come la bellissima Villa del Balbianello, situata a pochi chilometri dalla città (da Como si raggiunge in circa venti minuti di auto) che trova sede proprio in vetta a una penisola, nel cuore di Lenno. Si tratta della penisola di Lavedo, un promontorio boschivo che entra con dolcezza nel lago di Como; l'invidiabile posizione conferisce alla villa una vista unica.

A picco nel Lago – Per raggiungere quest'antica dimora, oggi di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano), si può fare una passeggiata lungo il promontorio, attraverso un sentiero che entra nei boschi ( 15 minuti ca. di cammino) oppure farsi comodamente accompagnare da una barca che parte dal centro di Lenno. Arrivando dal lago si scopre la Villa e i maestosi giardini in tutta la loro bellezza.

Partic. del panoramaPartic. del panorama

Questa incantevole dimora, che risale alla fine del Settecento, è composta da due corpi architettonici principali: la Loggia, situata in vetta al giardino e la Villa vera e propria che si sviluppa in ben cinque piani abitativi. Scendendo di livello in livello si arriva fino alla zona del Monastero (oggi sede di locali abitativi), dove si conserva ancora il ricordo della sua originaria destinazione religiosa.

La sua storia – In origine la Villa, edificata per volere del Cardinale Durini, fu costruita come luogo di villeggiatura e di svago letterario. La posizione tranquilla e rilassante ha permesso la permanenza – prima dell'arrivo di Durini – a un gruppo di frati Cappuccini, dei quali si trova tuttora testimonianza nella stretta facciata della chiesetta (detta Monastero) con due campanili, che accoglie i visitatori dopo la prima rampa di salita del giardino.

Merito del Cardinale, oltre al cambio di destinazione della struttura pre-esistente, l'aggiunta della Loggia, detta di "Venere" e di "Diana" che, con la sua incantevole struttura, si

Partic. della LoggiaPartic. della Loggia

affaccia sui due golfi. Un grazioso porticato aperto che si raggiunge da ambo i lati grazie ad una scalinata scolpita: un'aggiunta architettonica dal sapore neoclassico che arricchisce il fascino di questo luogo. Il loggiato collega tra loro due ambienti chiusi (tra i più pregevoli dell'intero complesso): la Biblioteca, dove sono custoditi oltre 4000 rari volumi dedicati prevalentemente al viaggio e al tema geografico, e la Stanza della Musica (detta Cartografo) dove si possono ammirare la preziosa collezione di carte geografiche sia antiche che moderne e la rara raccolta di stampe dedicate alle vedute del lago di Como.

Di mano in mano – Il giardino è caratterizzato da terrazze e balaustre e la sua struttura segue fedelmente l'andamento del terreno: in alcuni punti è scosceso con ripide rocce che creano vari piani di dislivello sui quali si alternano prati siepi, cipressi e querce. La storia della Villa prosegue, dopo la scomparsa del Cardinale nel 1797 e si sviluppa in parallelo alle vicende dei successivi proprietari. Deceduto Durini la dimora lacustre passò al

Partic. della VillaPartic. della Villa

nipote, Luigi Porro Lambertenghi, che trasformò la residenza detta fin da allora "il Balbianello", in un luogo di ritrovo per massoni (anche Silvio Pellico, nei suoi scritti dal carcere, ricorda con nostalgia i giorni passati a Lenno).

L'esilio volontario del nipote del Cardinale in Belgio portò alla vendita della villa a Giuseppe Arconati Visconti che, con la moglie Costanza, trasformò questo luogo in un prestigioso salotto estivo (lo frequentarono anche Manzoni, Berchet e Giusti). Quest'ultimo proprietario arricchì e valorizzò il giardino e la loggia. Al termine della prima guerra mondiale, dopo un periodo di incuria, la villa venne acquistata dal generale statunitense Butler Ames che restaurò l'intero complesso e recuperò anche gli arredi degli Arconati.

A Lenno, si scopre il mondo – Ultimo proprietario della Villa fu il noto imprenditore milanese Guido Monzino, una persona di cultura che ha dedicato gran parte della sua vita all'esplorazione e ai viaggi. Nella dimora, donata per volere dello stesso Monzino al FAI, trovano infatti sede due stravaganti musei. Il primo racconta le più grandi ed estreme spedizioni dell'esploratore: la conquista del Polo Nord nel 1971 (l'originale e autentica slitta trainata da cani è presente in museo) e la scalata dell'Everest, nel 1973. Una vera e propria raccolta di tutti i materiali che hanno permesso a Monzino queste imprese: una collezione di oggetti, cimeli, fotografie, costumi, accessori che appartengono alla nostra cultura e alle culture dei

Il leccio secolareIl leccio secolare

luoghi esplorati. Un altro grande esempio di scambio di culture è dato dal secondo museo dove Monzino ha raccolto la sua ricchissima collezione di statue antiche ed etniche. Dall'Occidente all'Oriente, dalla Cina all'America passando per l'Africa e per l'Europa, nelle teche illuminate che occupano un'intera sala della Villa si scoprono i manufatti dei diversi Paesi del mondo.

Originali e completi – L'accesso alla Villa del Balbianello è permesso se accompagnati da una guida del FAI mentre i giardini sono visitabili anche in autonomia. Proprio girando per il parco si scoprono anche delle antiche ghiacciaie e si individuano le uscite dei diversi passaggi segrete i che sono serviti, in diversi momenti storici, a fuggire dalla Villa, o semplicemente ad accorciarne l'attraversamento. Arricchisce il lussureggiante giardino un maestoso esemplare di Leccio. Una pianta secolare che con la sua imponente chioma a forma di cupola lascia di stucco i turisti. La particolarità di questa dimora risiede inoltre nella completezza degli arredi collocati al suo interno. Spesso accade, soprattutto nelle dimore antiche, che gli interni siano completati solo grazie a parte dei complementi originali, mentre a Lenno si possono "riempire gli occhi" con mobilia e suppellettili di gran pregio che arrivano da ogni parte del mondo.

Villa Del Balbianello, Lenno (Como)
Tel 0344 56110 – Fax 0344 55575
E-mail: faibalbianello@fondoambiente.it
Orari di apertura
Fino al 14 novembre: ore 10-18.
Aperto tutti i giorni tranne i lunedì e i mercoledì non festivi.
Solo giardino: ADULTI: € 5,00; BAMBINI (4-12 anni): € 2,50; ADERENTI FAI, ADERENTI NATIONAL TRUST E RESIDENTI UNIONE COMUNI DELLA TREMEZZINA: ingresso gratuito.
Giardino + Villa: visita con guida obbligatoria non riservata, in gruppi di max 15 persone, della durata di circa 60 minuti in italiano/inglese (solo se posti disponibili):
ADULTI: € 11,00; BAMBINI (4-12 anni): € 6,00
ADERENTI FAI, ADERENTI NATIONAL TRUST E RESIDENTI UNIONE COMUNI DELLA TREMEZZINA € 3.