E’ dal 1972 che il Foto Club Varese è testimone dell’amore per la Fotografia di un gruppo di amici che hanno intrapreso un percorso affascinante.
Nato come club amatoriale guidato da Franco Pontiggia, è diventato di anno in anno un punto di riferimento del settore raccontando il Mondo della Fotografia attraverso mostre, testimonianze e un grande impegno divulgativo.

Dal 2004 il presidente Giuseppe di Cerbo dirige le attività del Foto Club con entusiasmo e con il desiderio di renderlo una realtà autonoma a Varese e nella Provincia: un’Associazione Culturale. Sono nati così eventi come il riuscito “Oktoberfoto” – dedicato alla fotografia amatoriale – e momenti di incontro in ricordo di grandi professionisti.
Una delle cifre vincenti del Club è certamente lo sguardo attento e curioso sulla realtà che ci circonda riletta – però – attraverso l’obiettivo fotografico.

Il presidente Di Cerbo spiega che l’appuntamento di giovedì 10, dal titolo “Viaggio nell’infinitamente piccolo – il bello nella ricerca”, «sarà una serata di proiezione di audiovisivi nel corso della quale la dottoressa Marina Protasoni, ricercatrice dell’Università dell’Insubria con la quale abbiamo una convenzione, ci farà vedere tutto quello che l’occhio umano non riesce a vedere e che è visibile solo con il microscopio.
Si è quindi creato un collegamento tra due appuntamenti organizzati dal Foto Club, perché l’obiettivo ci consente di guardare “oltre”, verso l’infinitamente grande dello spazio, del cielo screziato dalle aurore boreali, ma anche verso l’infinitamente piccolo catturato dal SEM, il Microscopio a Scansione Elettronica».

La dottoressa Marina Protasoni, Ricercatore in Anatomia umana nella Scuola di Medicina e Microscopista sottolinea che «L’idea della serata è proprio quella di raccontare che l’infinitamente piccolo è bellissimo e che fare ricerca è bello in sé, non soltanto per la passione che uno ci mette o per i risultati che possono essere conseguiti.

Le immagini che presenteremo sono meravigliose: potrebbero essere esposte come quadri. – sottolinea Protasoni – Vogliamo mostrare il bello della ricerca, perché molti non sanno quanto possa essere bello l’infinitamente piccolo. Entreremo negli organi e nei tessuti, entreremo addirittura nella cellula vedendo tutti gli organelli che la costituiscono.

 

Parleremo della storia della microfotografia in ambito medico e biologico, a partire dal momento in cui si è cominciato a  fotografare a livello di microscopio. Seguiremo il passaggio dalla fotografia microscopica su pellicola, stampata su carta, a quella digitale.

Il SEM ha la caratteristica di utilizzare come fonte di luce un fascio di elettroni invece di una lampadina. Ha una capacità di risoluzione molto più alta rispetto a quella di un microscopio normale e, quindi, ci consente di vedere sempre più nel dettaglio.
Il Microscopio a Scansione con cui lavoro ha già 20 anni, ma arriva fino a 400.000 ingrandimenti e può osservare le strutture in tre dimensioni! Otteniamo quindi non delle sezioni o “fette”, ma delle immagini tridimensionali che ci rendono conto non soltanto delle dimensioni di larghezza e lunghezza, ma anche di altezza e di profondità».

Com’è nato l’incontro con il Foto Club Varese? «Da un motivo personale – dice sorridendo la ricercatrice -: mio marito quest’anno si è iscritto al Foto Club e  ha raccontato del mio lavoro e delle microfotografie fatte con il microscopio a scansione, scatenando un grande entusiasmo. Sono felice di portare la mia esperienza e di raccontare fuori dall’Università quello che facciamo».

L’innovazione tecnologica in ambito scientifico porta grandi vantaggi perché – come sottolinea la Protasoni – «La ricerca è sempre una cosa buona».
Insieme con il SEM, il Microscopio a Scansione, si utilizza il “fratello” TEM, il Microscopio Elettronico a Trasmissione.

«Quest’ultimo consente ingrandimenti addirittura superiori a quelli del SEM, – spiega Protasoni – ma rimane bidimensionale. Entrambe queste macchine, mostrando l’interno delle cellule, ci hanno permesso non solo di valutare com’è fatta una cellula dal punto di vista scientifico, ma anche di capire come si modifica in caso di malattia o di patologie. Per esempio, osservando i mitocondri, che sono le centrali energetiche delle nostre cellule, si può vedere se sono giusti di forma e dimensioni o se sono modificati; questo potrebbe essere sintomo di qualcosa che non va».

 

«Io mi occupo esclusivamente di ricerca e non di diagnostica. – conclude la dottoressa – Le nostre linee di ricerca studiano il tessuto connettivo, la cartilagine e l’osso, ma lavoriamo anche insieme a diverse Università ed Enti».

Giovedì sera, quindi, ci lasceremo conquistare non solo dall’evoluzione della scienza, ma anche dalle incredibili immagini catturate da un obiettivo altamente specializzato.

Sono fotografie, la materia dei sogni del Foto Club Varese.

Chiara Ambrosioni

Viaggio nell’infinitamente piccolo – il bello nella ricerca
con Marina Protasoni, medico, Ricercatore in Anatomia umana nella Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria. Microscopista
Giovedì 10 maggio, ore 21
Via Monte Golico 14/16 Varese – ingresso libero