Funi di parole un podcast di Ivo Stelluti. Letture musicali tratte da “Un albergo a mille stelle”, Aporema Edizioni. In collaborazione con il settimanale Arte Varese.

Le parole migliori non si scrivono al ritorno, ma il giorno prima della partenza.E tutto è accaduto soltanto quando ho cominciato a rallentare, ad abitare il mio presente, a ripulire, semplificare, a lasciare che qualcosa di nuovo avesse lo spazio per accadere. La questione non è sapere se ho o non ho il tempo per leggere ma se mi concedo o meno la gioia di essere lettore. Daniel Pennac

Il racconto con cui si apre la raccolta “Un albergo a mille stelle” è una sorta di incipit romanzesco: come spesso accade nei libri (e non solo) tutto parte da un evento inaspettato e da quell’istante la vicenda ha inizio.

Gli scritti raccolti in questo libro sono nati solamente per condividere, senza presunzione alcuna. Non son scrittore, né tantomeno poeta e non ambisco certo a diventarlo con le letture che trovate in questo podcast. Ugualmente lascio ad altri il compito sommo e gravoso dell’esperto di antropologia culturale, di geopolitica o chissà quale altra disciplina.

Semplicemente ho sentito, come sarà capitato a molti di voi, l’esigenza di narrare, per mettere in comune alcune piccole avventure e scoperte, nelle quali mi sono imbattuto vagando per i sentieri del mondo.

Credo che vivere senza condividere renderebbe l’esistenza priva di sostanza. Questo è il reale motivo per cui, a parer mio, si dovrebbe scrivere. Per non rischiare di dimenticare. Per spartire il tesoro che ci è stato donato, nel momento in cui ci è capitato di provare un’emozione di fronte alle opere straordinarie dell’uomo o della natura.

Il Viaggiator Curioso non ha pregiudizi né mezzi virtuali: si reca veramente sul luogo, osserva, intuisce, impara, come solo gli studenti sanno ancora fare, a volte si commuove o si ricrede, ritorna sui suoi passi. A un certo punto però rientra sempre a casa, per poter raccontare. Ecco il suggerimento di questo inizio: “Provare a vivere”.

Com’è inutile sedersi a scrivere se non ti sei prima alzato a vivere. Henry David Throeu