Monza – Dal 7  maggio la LeoGalleries di via De Gradi ospita la mostra Nanni Valentini. L’infinito nella terra e oltre, a cura di Alberto Crespi, con inaugurazione giovedì 7 maggio alle 18.30 accompagnata da un intervento critico del curatore. L’esposizione propone un percorso attraverso l’opera del grande scultore e ceramista marchigiano, tra i più significativi protagonisti della ricerca artistica del secondo Novecento, ancora oggi non conosciuto quanto meriterebbe, nonostante il forte legame con il territorio monzese.

La rassegna ricostruisce l’intero arco creativo di Valentini, restituendo una visione complessa e stratificata della sua poetica. Dalla formazione come vasaio e ceramista, fino alle esperienze pittoriche informali degli anni Cinquanta, passando per la stagione dell’impegno politico e approdando alla maturità espressiva, l’artista ha sviluppato un linguaggio originale, capace di superare i limiti della materia per tendere a una dimensione altra, più intima e poetica.

Il cuore della sua ricerca è infatti la “terra”, elemento primario che Valentini trasforma in superficie sensibile e narrativa. Le opere in mostra testimoniano questa tensione costante: sfoglie sottili, frammenti, garze, velature e trasparenze diventano strumenti di un’indagine che rifugge la monumentalità per privilegiare il dettaglio, il segno, la traccia. È una materia che si alleggerisce, si fa fragile e al tempo stesso carica di significati, capace di dialogare con il vuoto e con lo spazio.

Nel suo lavoro convivono suggestioni filosofiche e letterarie, rielaborate in una scrittura visiva intensa e poetica. I riferimenti a pensatori come Heidegger, Foucault o Derrida si traducono in segni incisi, parole evocate, superfici che diventano luoghi di riflessione. Le sue opere non impongono una lettura univoca, ma invitano lo spettatore a confrontarsi con frammenti di senso, a “abitare” l’opera in modo attivo e meditativo.

La mostra presenta pitture e sculture che restituiscono l’ampiezza di questo universo espressivo: volti silenziosi, spirali di terra rossa, campiture attraversate da corde sospese, superfici leggere adagiate su garze, figure appena accennate immerse in profondità cromatiche. Un linguaggio che oscilla tra presenza e assenza, tra materia e pensiero, tra visibile e invisibile.

L’inaugurazione è in programma il 7 maggio alle 18.30 con intervento critico di Alberto Crespi. L’esposizione sarà poi visitabile sino al 30 maggio nei seguenti orari: martedì – sabato 10-13/ 15-19.

cenni biografici

Nato nel 1932 a Sant’Angelo in Vado, Valentini si forma tra Pesaro, Faenza e Bologna, entrando poi nel contesto milanese grazie a Lucio Fontana. Premiato a livello internazionale, docente all’Istituto d’arte di Monza, ha lasciato un segno profondo nella didattica e nella ricerca artistica. La sua carriera culmina con importanti esposizioni, tra cui la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1982, prima della scomparsa prematura nel 1985. A distanza di decenni, la sua opera continua a essere oggetto di riscoperta e valorizzazione. La mostra monzese si inserisce in questo percorso, offrendo al pubblico un’occasione preziosa per approfondire il lavoro di un artista capace di trasformare la materia in pensiero e poesia.