Milano – La Pinacoteca di Brera dedica la prima mostra monografica a Giovanni Agostino da Lodi, uno degli artisti più originali e meno conosciuti del Rinascimento italiano tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. L’esposizione, in apertura dal 26 maggio al 13 settembre, curata da Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini, intende riportare al centro dell’attenzione critica un autore amato soprattutto dagli studiosi, ma ancora poco noto al grande pubblico.

La vicenda artistica di Giovanni Agostino da Lodi resta in parte avvolta nel mistero a causa della scarsità di documenti biografici. Il suo percorso si ricostruisce principalmente attraverso le opere e i rapporti stilistici con alcuni dei più grandi maestri del tempo. La mostra mette infatti in evidenza il dialogo tra la sua pittura e quella di artisti come Leonardo da Vinci, Bramantino, Giovanni Bellini, Giorgione e Albrecht Dürer, presenti in mostra con opere provenienti da collezioni italiane e straniere.

Pittore raffinato e sperimentale, Giovanni Agostino venne inizialmente identificato dagli studiosi del primo Novecento con il nome convenzionale di “Pseudo Boccaccino”, attribuitogli da Wilhelm von Bode. Solo successivamente, grazie al ritrovamento della firma nel celebre “Doppio ritratto” conservato a Brera e agli studi critici della seconda metà del Novecento, la sua identità artistica è stata definitivamente riconosciuta.

La sua formazione si sviluppa tra Milano e Venezia, in un continuo intreccio di influenze lombarde e venete. Dalle suggestioni di Donato Bramante e Bramantino fino all’impatto del secondo soggiorno veneziano di Dürer, il suo linguaggio evolve progressivamente verso forme più monumentali e intense. Negli anni Dieci del Cinquecento è documentato a Milano, impegnato in importanti cantieri artistici come la chiesa di Santa Maria della Pace e la Certosa di Pavia.

L’esposizione di Brera restituisce così il ritratto di un artista capace di fondere culture figurative diverse in uno stile personale e inquieto, offrendo uno sguardo nuovo su una stagione cruciale del Rinascimento nell’Italia settentrionale.

L’esposizione è visitabile sino al 13 settembre da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.15.