Busto – Le campagne del riso tra Novara e Vercelli diventano protagoniste della mostra fotografica Geografie d’Acqua di Claudio Argentiero, in programma alle Ex Carceri di via Borroni. L’inaugurazione è prevista per il 27 giugno alle 18, mentre l’esposizione resterà visitabile fino al 26 luglio.

Da molti anni Argentiero conduce una ricerca fotografica dedicata al paesaggio risicolo piemontese, osservato come luogo in cui natura, lavoro umano e storia si intrecciano in modo profondo. Il progetto nasce da un lungo lavoro sul campo che ha portato l’autore ad attraversare territori, comunità e ambienti rurali, costruendo nel tempo un vasto archivio di immagini dedicato a una delle realtà agricole più caratteristiche del Nord Italia.

Le fotografie raccontano campi allagati, canali, argini, cascine e architetture agricole, ma anche i volti di chi vive e lavora in questi luoghi. Accanto agli elementi produttivi emergono edifici abbandonati, strutture sospese tra passato e presente e segni di una civiltà contadina che continua a lasciare tracce nel paesaggio contemporaneo.

Gran parte delle immagini è realizzata in bianco e nero, linguaggio attraverso il quale Argentiero costruisce una narrazione fatta di luci, ombre e contrasti. La luce diventa elemento centrale della composizione, capace di modellare gli spazi e rivelarne dettagli e atmosfere. Nebbie, temporali imminenti, cieli carichi di nuvole e improvvisi cambiamenti meteorologici contribuiscono a dare forza evocativa alle fotografie, trasformando il paesaggio in un racconto visivo ricco di suggestioni.

Quando compare il colore, lo fa con discrezione, accompagnando la visione senza sovrastarla. Ne nasce un dialogo continuo tra interno ed esterno, presenza e assenza, memoria e trasformazione. Lo sguardo del fotografo si colloca infatti tra documentazione e interpretazione, evitando ogni nostalgia per concentrarsi sulla complessità di un territorio in continua evoluzione.

Un aspetto significativo del progetto riguarda anche la stampa fine art, curata personalmente dall’autore. Ogni immagine viene seguita fino alla fase conclusiva del processo creativo, valorizzando la profondità tonale del bianco e nero e la delicatezza delle sfumature cromatiche.

Più che una semplice mostra fotografica, Geografie d’Acqua si presenta come una vera mappatura culturale e antropologica delle terre del riso. Un archivio visivo costruito negli anni che conserva paesaggi, architetture, memorie e volti destinati a cambiare nel tempo, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire un patrimonio spesso poco conosciuto ma fondamentale per l’identità del territorio.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19 e il sabato dalle 13 alle 18.