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La novità sostanziale – Una mostra comme il faut. Con tanto di testo critico, scritto per l'occasione, le opere in visione, e la presentazione manu propria dell'artista. Un ufficio stampa che lavora alla comunicazione. Tutto come si conviene. La novità è però sostanziale. L'ultima personale di Luigi Sandroni è interamente on line e tramite il web sul canale televisivo Another tv.

Ridefinirisi
– Da quando Marcello Morandini, in qualità di presidente dell'Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese, ha spronato i soci ad allestire esibizioni personali in occasione del trentennale del sodalizio, è tutto un fiorire di mostre. Sparse in ogni angolo del territorio in luoghi espositivi noti, a volte meno, spesso inediti. Sul web, è in assoluto una primizia. "Un atteggiamento assai propositivo ed innovativo – scrive in un testo molto affettuoso Emma Zanella, presentandolo – capace di ridefinire continuamente se stesso e le proprie possibilità".

EruzioneEruzione

L'idea che piace – Non un semplice pittore, Sandroni. Fin da giovane si è occupato di design e di grafica pubblicitaria, accostandosi ad altre tecniche come la fotografia e il cinema. Difficilmente fermo sui propri traguardi raggiunti, il 74enne artista gallaratese – una lunga militanza nell'Associazione, fino alla carica di segretario, da cui si è dimesso solo recentemente, un rapporto strettissimo con le attività della Gam – trova congeniale esibirsi con un mezzo "poco utilizzato sino ad ora – racconta l'artista – un mezzo potente che ha il pregio di rendere fruibile il tuo lavoro non solo ad una ristretta cerchia di amici e di appassionati in provincia, ma ben oltre". E l'idea gli è piaciuta terribilmente.

Spazio metafisico – Sandroni si accosta a questo spazio "quasi metafisico", (da qui il titolo della mostra "La metafisica dello spazio", con l'entusiasmo dell'internauta ma con le poggiature salde dell'artista vecchia maniera. Non rinuncia cioè al suo mestiere primo che è quello di realizzare opere, spesso marchingegni pittorici e tridimensionali di fattura e ingegno mai banali. Con i pennelli, più spesso in passato, con nuovi materiali sintetici oggi, Sandroni esibisce nella sequenza elegante delle immagini in movimento il grado di estrema sintesi cui ha portato la sua arte. Dal figurativo paesaggio, alle costruzioni irrequiete e sospese a queste nuove pulite, scabre, meditazioni minimali: minimali per concepimento, ancor più per cromia. La costruzione allusiva degli anni passati si è come asciugata, rastremata, verso una concisione eminentemente grafica. Lo spazio in cui è disposta si è infinitamente allargato.