Nell’agorà di Poetando, che promuove e propone la poesia che si vive e si consuma in particolare nella metropoli milanese, ospitiamo un’artista che ha scelto anche i social media come habitat nel quale dare un più di vita alla sua opera che è in continua costruzione, ricerca e sviluppo grazie anche alle persone (suoi testimoni) che alimentano la discussione e il confronto rete.

L’artista

Tiziana Cera Rosco è una poetessa di origini abruzzesi che ha eletto Milano città nella quale vivere e promuovere la propria opera legata non solo alla parola scritta ma anche al linguaggio performativo che passa dal corpo. La sua è una storia fatta di scultura, fotografia, video-art e poesia performativa.

La poesia

La Cera Rosco ha pubblicato da poco la sua ultima antologia poetica dal titolo “Corpo Finale” che rientra nella collana GialloOro di Lieto Colle; l’antologia è appena stata presentata a Pordenone legge -2019; sono passati 10 anni dalla sua ultima raccolta,  questo ci dice quanto ogni parola, titolo, domanda e inquietudine qui racchiuse siano state soppesate, pensate, meditate a cominciare dai capitoli che danno il ritmo alla tua proposta.

I personaggi

Una delle sue creazioni artistiche è la sposa uccello, nata nel 2016 in memoria di un’aquila morta, alla quale erano state rubate le ali, che Tiziana aveva trovato durante un suo cammino nella campagna abruzzese; con lei ha girato musei, città, luoghi impervi e su fino in Islanda, alla scoperta di un ghiacciaio nero che rappresenta, per la nostra poetessa, il grado zero nella sua scrittura.

Le sue proposte performative legate indissolubilmente alla forza della natura selvaggia e al corpo nel suo insieme sensori hanno una storia molto particolare e non lasciano indifferente il fruitore, anzi lo conducono alla scoperta di un enigma che resterà irrisolto ma che avrà fatto in modo che chi entra in contatto, da semplice spettatore, si trasformi in un testimone dell’arte della Cera Rosco.

Luisa Cozzi