Un percorso collaudato, ma arricchito da nuove opere, la presentazione di un restauro importante e "l'investimento" su giovani autori. Sono questi gli estremi dell'orizzonte entro cui si muove in questi primi mesi del 2014 il Museo MA*GA, ossia valorizzazione della collezione permanente, nuovi progetti curatoriali, prestiti di opere e presentazione di giovani artisti.

La mostra intitolata "Belvedere. Paesaggi e Visioni nella collezione del MA*GA" ci sembra avere più di un risvolto e diverse interpretazioni. Certamente è un articolato percorso che nasce dalla collezione del museo, arricchita e ripensata per questa particolare occasione. Ma è anche una mappatura delle possibili interpretazioni che diverse generazioni di autori hanno riservato ai temi del paesaggio, dell'ambiente, delle visioni e vedute di luoghi fisici e immaginari. I tre nuclei (Spazi, Racconti e Visioni) conducono, come in un viaggio, alle differenti declinazioni dell'idea di ambiente e di natura.

Ma il Belvedere, letteralmente, è anche uno spazio ri-abitato all'interno del museo stesso, è un punto di vista rialzato e privilegiato che segna la riconquista del "campo culturale" ad un anno esatto dal rogo.
La collezione del museo viene riconsegnata al suo pubblico con un particolare ordinamento ragionato, compresi nuovi, piccoli ambienti destinati ai laboratori dislocati in diversi punti della struttura.

Il percorso è pure arricchito da nuove opere concesse in comodato o in prestito da privati o donate da artisti. Al MA*GA sono visibili, per la prima volta, opere provenienti dalla collezione Walter Fontana, e alcuni importanti pezzi della Fondazione Alessandro Passarè. Inoltre, le opere di Sergio Breviario e Chiara Camoni, acquisite da AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani), dopo una tappa al

MUSMA di Matera, sono ora in prestito al MA*GA.

Interesanti sono pure le recentissime Project Rooms dedicate ai lavori di Ambra Pittoni e Riccardo Arena.

Ambra Pittoni è nata a Borgomanero, in Piemonte. La sua formazione affonda nelle arti visive, ha origine nella coreografia e si sviluppa nelle tecniche del video. Per sua stessa natura dunque il lavoro di Ambra Pittoni è un continuo dialogo e sfondamento di barriere disciplinari e di genere. Insieme all'artista francese Paul-Flavien Enriquez-Sarano ha fondato Ze Coeupel, la cui ricerca indaga la performance come strumento di produzione e fruizione dell'opera d'arte. Nel 2011, in occasione della mostra When the Impossible Happens al Museo MA*GA di Gallarate, ha presentato insieme a Paul-Flavien Enriquez-Sarano la performance I Love you Teach me Something, esito di un lungo lavoro di workshop con i cittadini di Gallarate di origine indiana. Nel 2010 ha vinto il premio EXPERIENCE indetto da Fondazione Milano con il
progetto Dance is not forever. È Visiting Professor nel Sound Design Certificate Program 2014 alla NABA (Nuova Accademia Belle Arti) Milano.

Riccardo Arena è nato nel 1979 a Milano. Artista e viaggiatore, costruisce i propri progetti attraverso articolati lavori di ricerca. Nel corso degli ultimi anni si è dedicato alla creazione di progetti indipendenti in diversi paesi del mondo, i cui tempi di realizzazione e contenuti, si delineano durante la successione di eventi che nascono durante l'investigazione. Dopo i progetti realizzati in Cina e Argentina, l'attuale investigazione vede come protagonista un arcipelago di isole nel Mar Bianco russo, le Solovki. Vince nel 2012 il XXIV Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate.