Incontro con l'artista Riccardo FocacciIncontro con l'artista Riccardo Focacci

Dal rosso al grigio – Dal rosso fuoco al grigio tenue. Eppure la passione, l'adrenalina, il calore sono i medesimi. Terminata nello scorso fine settimana l'esposizione a "Le Querce" di Casorate Sempione delle opere di Riccardo Focacci. Una mostra che permette di ripercorrere la storia artistica e altresì personale del pittore gallaratese. I primi lavori sono caratterizzati da tonalità accese. Le tele sono impregnate di colore, millimetro dopo millimetro. L'uniformità del rosso viene, a tratti, interrotta solo dalle sporgenti forme della resina Gobbetto – costante caratteristica dei lavori firmati da Focacci. Un materiale assolutamente duttile, capace di trattenere qualsiasi oggetto senza nasconderlo ma – anzi – esaltandone ogni particolare. Un materiale, ancora, facilmente modellabile e, quindi, in grado di trasformare in concretezza le pieghe dei pensieri – delle paure – dei sogni dell'artista.
Sempre la resina – ma utilizzata in modo più parsimonioso – per lasciare spazio a lacerazioni della tela, a tagli visibili che interrompano l'omogeneità dei quadri: il grigio, le sfumature di bianco e nero a caratterizzare i lavori più recenti, quasi a testimoniare una maturazione del Focacci Uomo. Maturazione che, i le cicatrici delle tele lo dimostrano, non va a sminuire la sua creatività, la sua istintività.

"Le innominate" – Una scelta non casuale: Focacci non titola quasi le sue opere. L'obiettivo è quello di lasciare massima libertà di interpretazione a chi le osservi. "Il mio desiderio" – afferma – "è quello di permettere a chiunque ammiri i miei lavori, di lasciar correre pensieri

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ed sensazioni, in modo da vivere un'esperienza visiva ed emotiva completa".

La storia dell'artista –
Riccardo Focacci nasce nel 1960 in provincia di Verbania. All'età di 5 anni si trasferisce con la famiglia a Gallarate. Terminate le scuole dell'obbligo, si iscrive al Liceo "Frattini" di Varese anche se, nel corso degli anni, Focacci matura l'idea che la cultura artistica non possa essere costruita su schemi preconfezionati dalla didattica ma che debba – invece – formarsi con l'esperienza e rafforzarsi grazie al confronto con i grandi nomi del passato e del panorama internazionale quali Caravaggio, Warhol e Basquiat.
Organizza alcune mostre, collettive e personali, fino ad accantonare la ricerca di visibilità per alcuni anni. Nel 1994 inizia la sua esperienza di tatuatore e, in poco tempo diventa un affermato esponente della scena gallaratese, ottenendo apprezzamenti in tutta la provincia ed in seguito anche nel nord Italia. Lavoro e riconoscimenti, però, non placano il desiderio di esprimere la sua creatività su tela: riprende con vigore a dipingere, accarezzando nuove emozioni che si fondono alla passione per i tatuaggi. Nel 1997 Focacci vive l'emozione della paternità che scuote completamente il suo equilibrio. Anche il suo modo di "fare arte" cambia profondamente e, nel corso degli anni, le sue scelte stilistiche mutano radicalmente. Pur rimanendo affezionato all'utilizzo della resina, capace di rendere le sue opere tridimensionali e ammirabili da varie prospettive, i colori – gli accostamenti cromatici e i soggetti prescelti cambiano. Un percorso evidentemente percepibile osservando le sue opere, l'una dopo l'altra.

Per conoscere nei dettagli vita e opere dell'artista, visitate il sito Internet http://www.riccardofocacci.com/