Riceviamo e volentieri rendiamo noto che l'Amministrazione Comunale di Castello Cabiaglio, avvalendosi della preziosa collaborazione della Pro Cabiaglio, delle Associazioni, delle Cooperative e dei Gruppi attivi sul territorio, annuncia che sabato 27 e domenica 28 Giugno 2015 avrà luogo una nuova edizione del: Conosci Castello Cabiaglio.
La manifestazione di quest'anno è interamente dedicata ad un cittadino illustre, il pittore Giovan Battista Ronchelli, in occasione del 300° dalla sua nascita (1715- 1788). Il ricchissimo programma culturale avrà difatti inizio con un Convegno dedicato al pittore, organizzato dal Gruppo Ronchelli, che si terrà nella giornata di sabato 27 Giugno dalle ore 14.30 alle ore 17.30 presso la Sala Ambrosoli a Villa Recalcati e che si chiuderà con un concerto musicale e la lettura degli affreschi presenti presso la parrocchiale di Sant'Appiano a Castello Cabiaglio alle ore 21.00. La giornata vedrà inoltre alle ore 18.00, presso l'Oratorio di San Carlo, l'inaugurazione della mostra d'arte "Passaggi" a cura della BiblioteCabiaglio, che vedrà l'istallazione di opere d'arte di alcuni allievi del Liceo Artistico di Varese, coordinate dal Prof. Luca Scarabelli, ispirata al genio e ai luoghi del grande artista settecentesco. Sarà attivo già dalle 18.30 lo stand gastronomico della Pro Cabiaglio e la serata si chiuderà con lo spettacolo de "Gli arcieri de Cabiei".
Il giorno seguente l'intero paese sarà in festa. Alle ore 9.30 si aprirà la giornata con una passeggiata guidata per i castagneti cabiagliesi a cura del Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio.
Alle ore 11.45 avrà luogo lo "scoprimento delle targhe" del percorso Cabiaglio, luogo dell'incontro: pannelli esplicativi dei maggiori monumenti e luoghi del paese, che vogliono mettere in luce le bellezze storico-artistiche locali in chiave turistica.
Alle ore 12.00 si aprirà nuovamente lo stand gastronomico, attivo sino a sera. Dalle 14.00 diversi sono gli eventi in programma, volti alla valorizzazione del territorio. Visite guidate a cura di locali "Ciceroni" della BiblioteCabiaglio e del Gruppo Ronchelli saranno organizzate alle chiese e agli angoli suggestivi del paese, luogo natale del celeberrimo artista settecentesco Giovan Battista Ronchelli. Giochi in piazza a cura della Pro Cabiaglio e laboratori didattici e ricreativi a cura dell'Associazione e della Cooperativa Bosco Verde, infine prove gratuite di tiro dell'arco a cura dei nostri arcieri.
GIOVANNI BATTISTA RONCHELLI 1715-2015 | vita e arte di un illustre varesino del Settecento
PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI STUDI
Varese Villa Recalcati | Sabato 27 Giugno 2015
ore 14,30-16,00 circa
Introduzione al Convegno – dott.sa Cristina Parravicini
Il Settecento Varesino – dott.sa Simonetta Coppa
Committenze nobiliari per Giovan Battista Ronchelli ad Azzate – dott.sa Anna Elena Galli e dott. Sergio Monferrini
Il Ronchelli a Turate, Stresa, Muzzano nel Canton Ticino – dott.sa Cristina Parravicini
L'opera del Ronchelli in alcuni palazzi nobiliari milanesi – dott.sa Simonetta Coppa
ore 16,15 -17,30 circa
Attribuzione di pale d'altare a Como e Lugano – dott.sa Simona Capelli
Considerazioni sul restauro di due pale d'altare a Civello e Como – dott.sa Rossella Bernasconi
L'iconografia della Vergine nei dipinti di Rancate-Casorate-Valmorea – dott.sa Cristina Parravicini
I Ronchelli di Cabiaglio: una famiglia di mercanti – imprenditori tra Lombardia e Abruzzo – dott. Francesco Parnisari
Le visite pastorali a Cabiaglio dei vescovi di Como nel ‘700 – arch. Gianni Pozzi
Conclusione – dott.sa Cristina Parravicini
Castello Cabiaglio – Chiesa Parrocchiale
ore 21,00-22,30 circa
Lettura religiosa delle opere della chiesa di Cabiaglio – dott. Don Andrea Straffi
Con la partecipazione musicale del Duo di chitarre Maccari – Pugliese

Giovan Battista Ronchelli nacque nel 1715 da una nobile e ricca famiglia del borgo di Castello Cabiaglio, primo dei tre figli di Giacomo Antonio Ronchelli e Maria Grazia Porrani: nel 1718 nacque il fratello Carlo Alfonso Leopoldo Ambrosio, nel 1724 la sorella Maria Anna Elisabetta Francesca Caterina. Trascorse i suoi primi 12 anni di vita nel piccolo borgo natìo, per poi essere inviato nel 1727 a studiare all'Aquila, città in cui la sua famiglia deteneva un grande patrimonio di beni mobili ed immobili. Nella città abruzzese, frequentò un istituto retto da religiosi, venendo avviato allo studio delle lettere. Nel 1733, all'età di 18 anni, mal sopportando lo studio di tali materie, decise di dedicarsi alla pittura, trasferendosi a Roma e frequentando la bottega di Francesco Mancini, accademico di San Luca. La capitale dello Stato Pontificio era a quel tempo teatro di grandi rinnovamenti urbanistici: venivano infatti realizzate in questo periodo la scalinata di Trinità dei Monti, la piazza Sant'Ignazio e la Fontana di Trevi.

Nel corso del suo apprendistato con Mancini, Ronchelli collaborò col maestro alla realizzazione di diverse opere, tra cui la decorazione del Kaffehaus di Palazzo Colonna. Nel 1738, Giovan Battista rientrò a Castello Cabiaglio, trasferendosi poi a Varese per frequentare la bottega di Pietro Antonio Magatti; l'anno successivo morì la madre, rimasta precedentemente vedova, costringendo il ventiquattrenne pittore a farsi carico dell'educazione dei fratelli minori. Nel 1741, con la morte dello zio Raimondo, Giovan Battista ereditò, insieme al fratello Carlo (divenuto intanto sacerdote) tutto il cospicuo patrimonio familiare. Nel 1746 fu padrino di battesimo di Giuseppe Maria Giovanni Battista Antonio Magatti, nipote del maestro Pietro Antonio.

Nel corso del sodalizio con Magatti, Ronchelli collaborò alla decorazione del Collegio della Colombina di Pavia (1738) e della Chiesa di San Carlo di Varese (pitture, queste ultime, realizzate in collaborazione anche con Giuseppe Baroffio, andate perdute). Dipinse altresì, per un compenso di 5 lire, una tela dedicata a Sant'Appiano benedicente, che fu collocata nella sacrestia della chiesa parrocchiale di Castello Cabiaglio. Nel 1748 dipinse il prospetto della chiesa di Sant'Antonio abate alla Motta di Varese.
Le cronache riferiscono che nel 1749 il Ronchelli si fosse ristabilito nel paese natìo e partecipasse attivamente alla vita pubblica del borgo e a quella varesina (nel 1750, nel 1751, poi nel 1753 e ancora nel biennio 1754-1755 fu eletto deputato della squadra di san Martino all'Ospedale di Varese). Il 7 dicembre 1754 sposò Maria Felice Giuseppa Caterina Maspero Ronchelli, sua lontana parente che gli darà cinque figli: Maria Teresa Gioseffa Caterina (1756), Giacomo Antonio Francesco Pasquale Bonaventura (1757, poi fattosi frate ed entrato nel convento varesino dell'Annunciata), Giulia Maria Caterina (1759), Giulio Maria Francesco Carlo (1761) e Francesco Antonio Maria Filippo (1763, destinato a una brillante carriera notarile). Questo fu un momento particolarmente prolifico per la sua attività pittorica: tra il 1755 e il 1760 affrescò il Convento dell'Annunciata (poi abbattuto nel 1810) e ritornò a lavorare alla già citata chiesa della Motta (entrambe a Varese); nel 1762 fu la volta dell'oratorio Santa Marta a Bellinzona, mentre verso il 1765 decorò il duomo di Casale Monferrato (in quest'ultimo caso superando la concorrenza di Vittorio Amedeo Cignaroli e Corrado Giaquinto). Questi anni furono altresì segnati dalla progressiva indipendenza del pittore dal maestro Magatti. Coeve sono anche le pitture della chiesa di Santa Marta del Carmine a Novara e del Duomo di Vercelli.

Per la decorazione della summenzionata chiesa della Motta, la Congregazione della Misericorsia e di sant'Antonio (titolare del tempio) aveva assunto Giuseppe Baroffio, che a sua volta scelse il Ronchelli come "figurista". Tra le opere più rimarchevoli eseguite dall'artista cabiagliese si menzionano la Gloria di Sant'Antonio Abate e l'Esaltazione della Santa Croce, considerate dalla critica d'arte tra i massimi capolavori del tardoBarocco lombardo.
Nel 1754 affrescò l'ospedale varesino del Nifontano, su commissione della Congregazione di Carità per l'ospedale dei poveri, di cui egli era membro dal 1751. Nel 1755 si occupò di progettare l'arco trionfale posticcio che avrebbe accolto a Varese il cardinale Giuseppe Pozzobonelli, giunto in visita pastorale nella città bosina il 26 maggio. Nel 1762 fu chiamato al monastero di Santa Maria del Monte per eseguire una perizia al fine di catalogare ed interpretare le opere d'arte ivi conservate, in occasione della beatificazione delle mistiche Caterina Moriggi e Giuliana Puricelli; nella circostanza, sebbene non avesse una formazione da perito, il Ronchelli dimostrò notevole competenza nella pittura dei secoli precedenti, specialmente quella del Cinquecento. Nel biennio 1762-1763 fu rieletto deputato all'Ospedale di Varese, ma stavolta per la squadra di san Giovanni.
Stabilitosi definitivamente a Castello Cabiaglio attorno al 1765, Ronchelli dipinse in questo periodo alcune delle sue opere più belle: una Madonna con Sant'Appiano e Sant'Agostino per la parrocchiale cabiagliese (1763), e concluse un Martirio di Santa Caterina (1767, sulla base di una tela incompiuta del Magatti) per la Basilica di San Vittore di Varese.

Con l'affermazione in Europa dell'illuminismo, anche l'arte del pittore cabiagliese ne fu influenzata: lo si vide già nel 1769, quando affrescò il salone d'onore del Palazzo Estense di Varese, dipingendo sulla volta Venere che porge uno strale a Cupido, in onore del matrimonio del duca Francesco III d'Este con Renata Teresa d'Harrach (impersonati da due colombe tubanti ai piedi delle due divinità), e decorando le pareti con finte architetture rococò. Sempre nel palazzo pubblico varesino, Ronchelli dipinse Marte che depone le armi sul soffitto dello scalone d'onore; a Villa De Cristoforis-Mazzucchelli realizzò invece un'Allegoria della pace per decorare il cosiddetto "salone della musica". Altre opere di rilievo (probabilmente coeve) sono gli affreschi eseguiti a Palazzo Alemagna, sempre in Varese, che furono successivamente staccati e collocati nel salone dell'ex sede del Civico Liceo Musicale, in via Lonati. Tra il 1769 e il 1770 fu nuovamente nominato deputato all'Ospedale di Varese, passando alla squadra di santa Maria.

Tra il 1770 e il 1775 si dedicò alla realizzazione dei maestosi teleri della Basilica di San Giuliano in Gozzano, ritraenti SS. Giulio e Giuliano davanti all'imperatore Teodosio e la Predicazione dei Santi Giuliano e Giulio; contemporaneamente decorò gli interni dei palazzi De Cristoforis-Mazzucchelli e Recalcati a Varese. Sempre per i De Cristoforis, negli stessi anni eseguì la decorazione di alcune sale del palazzo di via Sant'Andrea a Milano, oggi Palazzo Morando. Per la chiesa parrocchiale cabiagliese dipinse inoltre una Gloria di Sant'Appiano, un Sacrificio di Melchisedek ed un Sacrificio di Isacco. Nel 1774 e nel 1775 ebbe un nuovo incarico di deputato all'Ospedale di Varese, per la squadra di san Dionigi.

Nel 1777 gli fu commissionato un ciclo di affreschi inerenti Scena di vita campestre e marittima per la villa Bossi-Zampolli di Azzate, oltre a una Deposizione di Cristo per l'Ospedale di Varese; l'anno dopo realizzò la Continenza di Scipione in Spagna e Alessandro e la famiglia di Dario per la villa Vismara-Calvi-Radice-Fossati a Montesolaro di Carimate. Sempre nel 1778 venne rieletto deputato dell'Ospedale di Varese, in rappresentanza della squadra di san Giovanni; verrà poi rieletto nel 1779, 1781 e 1782.
Nel 1780 realizzò l'ultima sua grande opera monumentale, l'affresco Allegoria delle nozze nel palazzo Giovio di Como. Successivamente tese sempre più a ritirarsi nella natìa Castello Cabiaglio, ove nel 1782 decorò il pulpito della chiesa parrocchiale.
Giovan Battista Ronchelli morì il 24 gennaio 1788 per "repentino morbo", all'età di 73 anni; le esequie furono celebrate due giorni dopo nella chiesa di sant'Appiano in Cabiaglio, ove la salma fu poi tumulata, all'interno della cappella di famiglia.

La pittura del Ronchelli, dopo una fase iniziale in cui si presenta influenzata dall'opera dei suoi maestri (in special modo il Mancini e il Magatti), se ne distacca via via in maniera sempre più marcata. Sensibile alle influenze del suo tempo, è fautore di un eclettismo che combina nella sua produzione artistica elementi propri del barocco, del barocchetto, del vedutismo e del neoclassicismo.

La sua fama rimase sempre confinata ad ambito regionale
, nel nord-ovest italiano: d'altro canto egli non seppe o non volle crearsi una scuola che continuasse la sua opera. Si spiega con ciò la repentina perdita della notorietà del suo nome, che probabilmente fu tra le concause della sparizione di molti suoi disegni e incisioni, considerati di scarso valore e quindi non adeguatamente preservati.