Varese – Catalizzando gli sguardi sulle articolazioni luminose che danno vita a “ANTONIO BARRESE: MORFOLOGIE DI LUCE” a cura di Stefania Gaudiosi, in corso alla Fondazione Marcello Morandini, si comprende come il connubio tra arte e scienza riesca a mettere in atto equilibri tra il buio infinito dello sfondo e i moti emersivi di luce che compongono le multi cromie create dall’artista.
Fondatore e anima pulsante del Gruppo MID (Movimento Immagina Dimensione) sin negli anni Sessanta Antonio Barrese, nell’arco di cinquant’anni ha animato il suo lavoro di innovazioni creative coniugando gli aspetti concettuali a quelli progettuali, arrivando a sperimentazioni dove la simbologia della forma è stata in grado di animare metafore tali da condurre all’informalità della materia.
Seguire con lo sguardo le fluttuazioni degli insiemi luminosi conduce a comprendere il moto e l’armonica cadenza delle forme, dove il confine tra la contiguità multimediale e l’oggettività dell’insieme, rende labile il limite tra esteriorità e concetttualità, mettendo in gioco non solo corrispondenze, bensì anche opposizioni, creando assi di influenza tra metafore e diseguaglianze.
Tali moti traggono valore dai loro reciproci confronti e nelle tensioni che li congiunge e li separa.
Mauro Bianchini
“ANTONIO BARRESE: MORFOLOGIE DI LUCE” – Varese- Fondazione Marcello Morandini, Via F. D Del Carlo 41. Fino al 20 dicembre. Orari: giovedì. Da venerdì a domenica 10-13/14-18









