Milano – A cent’anni dalla nascita di Francesco Somaini, la Biblioteca Nazionale Braidense dedica una grande mostra documentaria a uno degli aspetti meno conosciuti ma più innovativi della sua ricerca artistica.

Nella sala Maria Teresa è possibile visitare “SOMAINI. PREMONIZIONI: l’arte del fotomontaggio”, esposizione curata da Fulvio Irace, che riunisce circa cento materiali provenienti dall’archivio dell’artista.

Disegni, fotografie, documenti, foto-collage e fotomontaggi raccontano il lavoro sviluppato da Somaini tra il 1970 e il 1979, periodo cruciale della sua riflessione sul rapporto tra scultura, architettura e trasformazione urbana. Gran parte delle opere esposte è inedita o raramente presentata al pubblico e consente di seguire l’evoluzione di un linguaggio che anticipò molti temi oggi centrali nel dibattito ambientale contemporaneo.

La mostra si concentra in particolare sulla stagione dei grandi fotomontaggi dedicati a città e territori come New York, Arcevia, Mantova, Venezia e Duisburg, realizzati tra il 1974 e il 1979 e già presentati, negli anni Settanta, in importanti esposizioni italiane e internazionali. Attraverso questi lavori lo scultore sviluppò una critica radicale al degrado urbano, alla crescita incontrollata delle metropoli e alla progressiva perdita di identità dei centri storici sotto la pressione dell’industrializzazione e della gentrificazione.

L’origine di questa ricerca viene fatta risalire all’incontro di Somaini con la cultura statunitense, avviato nel 1960 con la sua prima personale newyorkese e consolidato dieci anni più tardi con la realizzazione di opere monumentali ad Atlanta, Baltimora e Rochester. Un percorso teorico e artistico che trovò una prima sistemazione nel volume “Urgenza nella città”, pubblicato nel 1972 da Mazzotta e realizzato insieme al critico Enrico Crispolti.

Per quasi un decennio l’artista affiancò alla pratica scultorea l’uso della macchina fotografica, considerata uno strumento capace di amplificare il potere provocatorio dell’immagine. Il fotomontaggio diventò così un mezzo per denunciare le contraddizioni della città contemporanea e immaginare nuove relazioni tra uomo, natura e spazio urbano, secondo quella che l’artista definiva una prospettiva di “ecologia totale”.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso dodici espositori e si conclude con la serie “Ammonizioni e premonizioni” dedicata a Duisburg, accompagnata da disegni inediti di particolare rilievo. Due sezioni sono inoltre dedicate alle pubblicazioni legate a questa fase della ricerca di Somaini, dal celebre “Urgenza nella città” fino al recente “Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982)”, curato da Fulvio Irace e pubblicato nel 2026 da Johan & Levi.

L’esposizione rappresenta il primo appuntamento di una trilogia di mostre milanesi dedicate all’artista, cui seguiranno in autunno “Giardini inquieti” al CASVA e “Corpo Urbano” nella sede della Fondazione Somaini ETS.

La mostra è aperta al pubblico fino al 6 giugno. Orari: da lunedì a venerdì 9.30 – 17.30; sabato 9.30 – 13.