Milano – Negli spazi di SARCA183  prende forma dal 18 al 21 aprile la mostra “YES, BUT“, progetto inserito nel programma della Milano Art Week 2026. L’inaugurazione è in programma il 18 aprile alle 12, con ingresso libero su registrazione.

Il progetto espositivo, sotto la direzione creativa dell’artista Aaron Nachtailer, si presenta come un format atipico, destinato a evolvere nel tempo e a replicarsi in diversi contesti urbani. L’idea alla base è quella di intervenire su edifici in fase di trasformazione, ristrutturazione o demolizione, attivandoli temporaneamente attraverso pratiche artistiche contemporanee.

La mostra riunisce le opere di Florencia S. M. Brück, Morgane Tschiember e Rocco Plessi, accompagnate da un testo critico di Stefano Pirovano. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso installazioni, suoni e interventi site-specific che trasformano lo spazio in un organismo vivo, dove materia, gesto e tempo si intrecciano in una relazione continua con l’architettura.

Ogni artista contribuisce a una diversa declinazione del rapporto tra ambiente e percezione. Nachtailer lavora con materiali naturali come pietre e minerali, indagando il dialogo tra tempo geologico e gesto umano. Brück costruisce ambienti immersivi che intrecciano scienza, narrazione e sistemi percettivi complessi. Tschiember esplora la trasformazione della materia tra controllo e accidente, utilizzando materiali industriali come vetro e ceramica. Plessi, infine, interviene sullo spazio attraverso luce e struttura, generando tensioni visive essenziali e architettoniche.

Il titolo “YES, BUT” sintetizza la natura stessa del progetto: gli spazi esistono e vengono attivati (yes), ma al tempo stesso restano sospesi, provvisori, destinati a cambiare o scomparire (but). Questa condizione di precarietà diventa parte integrante dell’esperienza del visitatore, che attraversa ambienti non permanenti, privi di possesso e stabilità, in una dimensione percettiva e transitoria.

Il progetto è sviluppato con VivirDC, realtà milanese attiva nel real estate e nei processi di rigenerazione urbana fondata da Bruno Cerella e Giancarlo Di Giuseppe. L’obiettivo è quello di restituire temporaneamente alla collettività spazi in trasformazione, attivando anche aree periferiche e promuovendo un dialogo tra arte, città e sviluppo urbano.

All’interno del percorso è previsto anche un Pop-up Bar firmato Gin dei Sospiri, aperto tutti i giorni dalle 12 alle 20, che accompagna l’esperienza espositiva con un intervento legato al territorio e alla produzione artigianale.

La mostra si colloca così in una soglia temporale e concettuale, tra ciò che è ancora e ciò che non sarà più, trasformando lo spazio urbano in un campo di sperimentazione continua. Un progetto che mette in discussione la stabilità dell’architettura e la permanenza dell’opera, restituendo al pubblico un’esperienza immersiva e in costante mutamento.

La mostra è visitabile sino al 21 aprile dalle 11 alle 20.