Milano – Il mondo queer nero viene rappresentato per la prima volta in Italia dalle opere di Jonathan Lyndon Chase con la personale dall’allusivo e chilometrico titolo “Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset” in corso alla Galleria Giò Marconi.
Le opere in mostra configurano corpi destinati a misurarsi in scenari urbani, ambienti domestici divisi tra pubblica socialità e angusti abitacoli di sgangherate automobili sovrastate
dall’imponenza di grattacieli malamente ornati da insegne pubblicitarie.
Altri ambienti, altri copri costretti in improbabili slalom in discount percorsi da carrelli stracolmi di alimenti a buon mercato.
La misura di una abitazione privata è data dall’installazione presente al piano terra della galleria: soggiorno, camera da letto, cucina e bagno.
Sono questi gli spazi dove i componenti di quella comunità consumano il loro vivere quotidiano indossando abiti tali da accordare loro libere movenze e in alcune figure femminili arrivando a concedersi approssimativi capi di lingerie.
I disastri del consumismo, si misurano in gigantesche forme di carne poste le une accanto alle altre su ampi scaffali privi di protezione, mettendo in discussione anche la fruizione di arte contemporanea.
Nelle opere su tela, le fisonomie sia femminili, sia maschili paiono esprimere preludi di stasi esistenziali in attesa di concordati o occasionali incontri, o forse immersi in sospensioni temporali che paiono dare tregua alla casualità del vivere.
Mauro Bianchini
Jonathan Lyndon Chase – Milano – Galleria Giò Marconi, Via Tadino 15. Fino al 18 marzo. Orari: da martedì a sabato 11-18









