Figura di donnaFigura di donna

Qualcuno, tra gli artisti varesini, profeta in patria è. Gianluigi Bennati , classe 1929, da quarant'anni tiene studio a Gazzada, paese alle porte di Varese che di lui conta parecchie sculture: le più interessanti del Camposanto, le porte della chiesa parrocchiale e alcune civili, collocate presso le scuole.

Non è stata avara con Bennati, Gazzada, accogliendolo, negli anni '60, quando cercava di campare con il lavoro delle sue mani, imparato presso l'Istituto Artigianelli di Milano. Esperienza molto dura e molto formativa, cui Bennati abbinò la pratica e la passione per la ginnastica, che lo vide atleta di buon livello. A Gazzada, ebbe la fortuna di incontrare, come datori di lavoro e mecenati, i Cremona, quelli del boom delle bambole, che lo assunsero come "bambolaio" di fiducia. Non tutti sanno, che si deve allo scultore in questione lo sviluppo plastico della figura di Topo Gigio, fortunatissima.

Bennati non si vergogna di queste sue origini umili, lavorative, antiaccademiche. Riconosce anzi ancora oggi i suoi maestri all'istituto milanese, quali il gardenese fratel De Bona, nell'intaglio del legno, e Otto Monestier, già grafico alla Rizzoli, del quale si ripropone per l'occasione un testo di presentazione dello scultore incisivo nel tratteggiarne la storia personale, quasi un'ascesi. Non nato nella bambagia, costretto a lottare per conquistarsi un suo spazio. E un suo stile, in un'arte – la scultura – che ha non molte occasioni di lavoro e modalità di realizzazione impegnative.

Nella "sua" Gazzada Bennati torna ad esporre, su sollecitazione dell'Amministrazione comunale e della Pro Loco, dopo anni di assenza disincantata. Aveva giurato di "aver chiuso" con le esposizioni, ritenute, alla fin fine, inutili. La mostra, allestita negli spazi inediti di Villa De Strens – nuova sede del Comune di Gazzada-Schianno – rende conto della gran mole di lavoro affrontata da Bennati nei decenni. Una cinquantina di opere in gesso, bronzo, terracotta, di varie dimensioni, dai bozzetti alle realizzazioni maggiori.

Gianluigi BennatiGianluigi Bennati

Se Bennati ha un'idea – non ancora una commissione – la modella nella creta, traducendola quindi in gesso, stadio di ipotesi di lavoro nel suo caso sempre molto finito e tecnicamente avveduto. Poi, si vedrà, qualcuno la noterà. Notevole la sua fantasia inventiva, dispiegata soprattutto nei bozzetti per monumenti.

Il Monumento alla Resistenza di Varese, del 1984, porta la sua firma. Vi compaiono, in bronzo, addossate a un elemento in cemento armato, le tipiche figure plastiche di Bennati: corpulente, dai grandi occhi e dalle grandi mani, in rivolta contro un destino di dolore e oppressione. Questa è la natura "esistenziale" (e resistenziale) della sua scultura, imperniata su un'espressione antinaturalistica della fatica di vivere.

A volte compaiono delle soluzioni astratte, dei tagli o delle amputazioni, sempre drammatiche. Bennati riesce a ricomporre tali "forzature" in una misura di "stile", riconoscibile e ancora da indagare, quanto alla sua primogenitura.  Occasione adatta potrebbe essere questa antologica, corposa, anche se con lavori tutti provenienti dallo scultore. Confortante anche la durata, tre mesi, in uno spazio nuovo, che potrebbe costituire una possibilità per altri artisti bisognosi di visibilità. 

GIANLUIGI BENNATI

Mostra antologica

27 gennaio  – 28 aprile 2007 Gazzada Schianno (VA)
Villa De Strens, via Matteotti 13/A  nuova sede del Comune di Gazzada Schianno
lunedì, 17-18.15 martedì e mercoledì, 11-13.30
giovedì, 17-18.15venerdì, 11-13.30
sabato, 9-12
L'artista sarà presente il sabato: 27 gennaio, 10 e 24 febbraio, 10 e 24 marzo, 7 e 21 aprile.
Inaugurazione, sabato 27 gennaio 2007, ore 18
Presentazione di Luciana Schiroli
Pieghevole con testo di Otto Monestier