Milano – “Le mie poesie non cambieranno il mondo”, questa l’umile e lirica dichiarazione di Maria Luisa Spaziani.

Di certo i suoi versi hanno mosso nei cuori e nelle menti di più persone emozioni e pensieri.

Differente impegno si propone la mostra “100 fotografie per ereditare il mondo”, a cura di Denis Curti, in corso al MUDEC.

Una storia lunga duecento anni a partire dalla prima foto eseguita da Joseph Nicephore Niepce (1765-1833) con la pioneristica “Veduta dalla finestra a le Point de rue du Gres” in un piccolo paese della Borgogna, tra il 1826 e il 1827 ottenuta utilizzando l’eliografia impressa su lastra di peltro a lunga esposizione.

La mostra, oltre all’aspetto artistico, scandisce l’evoluzione tecnica dello strumento fotografico e il suo ruolo documentale.

Dal dagherrotipo, all’analogico, dalla digitalizzazione alle contaminazioni con pittura e scultura.

Sempre più con il passare del tempo la fotografia si fa linguaggio totale dando vita ad un proprio vocabolario documentando la quotidianità, nell’insieme di scorci panoramici, ritratti, tragedie, momenti conviviali, sino ai disatri delle guerre.

Nonostante le attuali avversità dovute ai conflitti in corso, i fotografi non si risparmiano, a volte pagando il loro impegno a prezzo della vita.

Il susseguirsi delle immagini in mostra mette a fuoco anche la sensibilità di chi sta dietro l’obiettivo evidenziando la capacità di cogliere in un volto, in un gesto, in uno sguardo, in un particolare del corpo il continuo e infinito pulsare della vita. (ph.Boulevard du Temple (1839) © Louis-Jacques-Mandé Daguerre)

Mauro Bianchini

 

“100 fotografie per ereditare il mondo” – Milano – MUDEC, Via Tortona 56. Fino al 28 giugno. Orari: mar/mer/ven/sab/dom 9,30-19,30; gio 9,30-22,30. Biglietti: intero Euro 15; ridotto Euro 13.