ArteVarese
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06-02-2007

Debora Ferrari, Varese-Aosta-Tradate

L'organizzatrice varesina artefice di un gemellaggio tra il Festival del Cinema muto di Aosta e la Biblioteca Frera di Tradate, con una mostra già che rilegge le pellicole e gli eroi dell'età pioneristica della settima arte alla luce dei nuovi linguaggi contemporanei


Tradate:

Fabrica Arte Onlus e Debora Ferrari si riaffacciano sul territorio di Varese. La cooperativa che ha cessato le attività al Chiostro di Voltorre, era giusto un anno fa, e la sua figura di riferimento e guida, hanno anticipato nei giorni scorsi nelle sale della nuova bilbioteca di Tradate, il ritorno all'attività organizzativa di eventi culturali in provincia di Varese.

La mostra si intitola "Le dive del muto" ed è un progetto visivo, tele, affiches, video e performance, nate in stretto connubio con Silent Art Movies, il Festival del Cinema muto di Aosta , ormai di rinomanza europea, presentato nel capoluogo alpino l'estate scorsa nel corso dell'edizione 2006; ripresentato quest'anno all'attenzione del sindaco Candiani di Tradate che ha dato il là a questo inedito "gemellaggio" culturale.


Debora Ferrari, da tempo si divide professionalmente tra Varese e Aosta. La sua attività nel Varesotto, chiusa l'esperienza che la legava a Villa Recalcati e alla gestione dello spazio e delle attività culturali al Chiostro di Voltorre, non si è mai, in realtà, interrotta. Spostata la sede in via Dalmazia ha continuato con la cooperativa onlus a gestire indirizzi di politiche culturali con iniziative, per la verità, episodiche.

La mostra tradatese potrebbe preludere ad un nuovo inizio di un rapporto più continuativo e strutturato nel tempo con un ente locale. Ente che ha investito ingenti risorse economiche in uno spazio all'avanguardia e che merita non solo la fruizione degli appassionati dei libri, o del ciclo di incontri già in corso da mesi, ma laddove è possibile un rapporto più stretto con le arti visive.

In questo senso la mostra ancora in corso, le affiches che celebrano il mito della velocità attraverso l'opera grafica diPlinio e Franco Codognato rappresenta certamente un ottimo punto di incontro tra le esigenze e le aspettative della città e l'anima del luogo.

L'augurio è che lo possa essere anche la mostra Le dive del muto, accompagnata da relativo catalogo, con patrocinio del Gai  (Giovani Artisti Italiani): i protagonisti saranno artisti sotto i 35 anni, in un orizzonte interregionale e nazionale alla quale si abbineranno eventi mediatici e simposi tra associazioni culturali varesine e valdostane (è previsto un simposio di scrittura a Varese il 17 marzoi).

Centrale nell'esposizione la visione contemporanea delle pellicole d'epoca  ma sopratutto il personaggio di Henry Lloyd, figura attoriale di preminenza di quell'era pioneristica. L'inaugurazione vivrà un suo momento particolare, legato alla natura stessa di Strade del Cinema: la proiezione di “Abwege” di G. Pabst, film muto del 1928 musicato live dal pianista milanese Stefano Battaglia.

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