ArteVarese
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Foto dell'artista

Lindner Silva

Besozzo


(...) Credo che si debba partire da lontano, dal disegno, e non c'è bisogno che il soggetto sia un albero come quello che apre, per esempio la piccola monografia di Alfredo Righi del 1977, o una Donna triste, per riconoscere che è la limpidezza della linea compositiva, la sua riduzione all'essenziale (che non può dirsi semplicità), la sua intensità trasparente, non solo a dare struttura, più tardi, alle opere più complesse o stilisticamente, tecnicamente più impegnate, ma anche condurre l'idea, il motivo interno di una particolare immagine, oltre la prima apparenza (...) Una pittura che rinunciando con sempre maggiore evidenza a certe collocazioni tra Simbolismo e Divisionismo che fissano un luogo culturale di provenienza, si avvia a dire senza sforzo una drammaticità interiore. Mai gridata, anzi visibilmente trattenuta, controllata, perché non sia l'emozione a dire (che non potrebbe dire con scompostezza senza confondere il proprio significato più vero di fatalità e di stupore), ma lo stile, uno stile il cui carattere perspicuovuole essere la dignità. Dignità che è della condizione e del comportamento, che attiene al soggetto dipinto come a chi lo dipinge (...) Roberto Sanesi, 1992

Silva Lindner Musmeci nasce a Innsbruck in Austria. Ha compiuto i suoi studi do storia dell'arte e archeologia nella sua città natale e di pittura all'Accademia di Roma con Modescalchi. Ha poi proseguito a Brera specializzandosi nell'incisione, in scenografia e pittura, materia in cui si è diplomata avendo avuto come maestri Carlo Carrà, Achille Funi, Marino Marini ed Aldo Carpi. La sua attività espositiva comincia nel 1958 con la partecipazione al Premio San Fedele nell'omonima galleria milanese. Partecipa poi nel 1970 all'esposizione Ceramisti al Castello a Pizzo Calabro e nel 1975 alla Biennale di Gavirate, nei cui dintorni si è trasferita stabilmente insieme al marito Pierre H. Lindner. La sua prima personale è del 1972 al Rosetum di Besozzo, cui fanno seguito quella alla Galleria Tonino di Campione d'Italia nel 1977, in occasione della quale è edito una monografia per le edizioni Pantarei a cura di Alfredo Righi. Nel 1980 espone alla Galleria Pananti di Firenze nel 1980, presentata da Wanni Scheiwillewer; presso la Galleria Incontri di Varese nel 1981 e al Castello di Sartirana nel 1984. Espone anche all'estero: nel 1986 allestisce una personale alla Galleria Tour Eiffel di Zurigo e nel 1988 alla Galerie HYPO di Hof-Bavaria. Si dedica con intensità anche all'incisione; nel 1992 presenta una personale di quaranta fogli ispirati alla poesia di Silvia Plath alla Biblioteca Sormani, introdotta da Roberto Sanesi. Anche negli anni successivi partecipa a diverse occasioni espositive sia in ambito grafico che prettamente pittorico. Nel 1997 presenta una personale allo Studio d'Arte Liberty d'Angera, nel 2001 è presente a L'arte e il torchio, rassegna internazionale dell'incisione di piccolo formato del Museo Civico di Cremona e nel 2004 allestisce una nuova personale di dipinti a Casa Sperlari, a Cremona, presentata da Giorgio Seveso.

Vive e lavora a Besozzo, via Cime Bianche 11 - 0332-772849
email: pierre.hlindner@alice.it

MOSTRA COLLETTIVA DEL PREMIO ARTEVARESE
Rubrica d'arte del 09/06/2017
Puntata del 11/05/2017 Speciale Raffaella Columberg
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