23530bbbcb69104ec4d75d191b66422c.jpgIl contenente e il contenuto – "Ritengo che il teatro sia innanzitutto una struttura culturale, un luogo per il quale il fine precipuo è  l’educazione e il coinvolgimento di un pubblico il più vasto possibile, al di là di distinzioni manichee tra cultura popolare ed elitaria". Questo l’abbrivo della conversazione con Matteo Inzaghi, Direttore del Tg di RETE55.

"Ciò che conta – spiega Inzaghi – è innanzitutto la strategia di sviluppo di un’area cruciale come quella del centro della città. Ma ancor più determinante è il problema identitario, la vocazione della Città Giardino. Solo quando sarà chiaro tutto questo, le scelte urbanistiche potranno risultare coerenti e funzionali. E’ un processo culturale lungo e stratificato, un cammino che richiede da parte degli amministratori ascolto e lungimiranza progettuale". Tutte considerazioni emerse tanto nel caso di Varese, recentemente analizzato dagli studenti e dai docenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio quanto nel cuore del "borgo toscano in Lombardia" di Castiglione Olona, studiato da cima a fondo dal Politecnico di Milano.

 

La città d’oggi – e Varese non può sfuggire a questo appuntamento – deve fare i conti con il presente, ma nella direzione di poter rispondere, in un futuro non lontano, alle necessità che i cittadini richiedono. Anche nella progettazione e realizzazione del teatro. E non è secondaria la riflessione che nasce dal constatare la particolarità – anche orografica – della Città Giardino. Castellanze storiche, alture, "tanti centri" compongono "il centro": una situazione difficile ma non impossibile da comprendere e da interpretare per il futuro. Pensare di poter guardare a questa situazione frastagliata e frammentaria come ad un dato positivo e non ad un problema da subire, è possibile. ab6dcec815d35d623d81f8b5fbdc3613.jpg

 

La bussola smarrita – Ciò che emerge dall’intervista è che solo dalla conoscenza del passato e dall’attento studio possono nascere proposte sensate. Dall’azzardo improvvisato, dalla boutade provocatoria sono sorti tanti di quegli azzardi architettonici che il centro città si trova a subire e a scontare. Essere architetti è un impegno, un atteggiamento mentale. E l’architettura è una disciplina che vive del rapporto con le persone: studiare una città significa innanzitutto conoscere il passato ed entrare in contatto con i cittadini che vivono quegli spazi urbani. "Piazza Montegrappa – ex Piazza Porcari che ha cambiato volto con l’avvento del regime fascista – racconta di questa stratificazione storica ed architettonica e rappresenta una delle più ricche pagine di storia della Città Giardino", ricorda Inzaghi.

 

La contro-intervista – Torna alla mente l’intervista condotta, qualche tempo fa, da Matteo Inzaghi al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Battarino che oggi è in Calabria, avendo accettato un’applicazione temporanea di alcuni mesi a Paola. In quell’occasione, si discuteva dell’identità di Varese come "capitale". Un’affermazione stupefacente di primo acchito, ma che ad un ascolto più attento restituisce numerosi spunti di riflessione. Il ruolo e "il ministero" di città, infatti, non si alimentano tanto di grandeur quanto di una massiccia dose di creatività, intellettualità e consapevolezza storica. Anche lontano dai riflettori e dagli altoparlanti. Una buona analisi che dovrebbe essere più a lungo e più in profondità disaminata e trattata. Anche per il futuro del teatro della città di Varese.

 

 

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Teatro di Varese tra progetti nero su bianco ed ipotesi future. Nella puntata Speciale di Artevarese, l’intervista al Direttore Matteo Inzaghi parte da alcune considerazioni che investono la vocazione e "il ministero" della Città Giardino. VIDEO