Piatto ricco, mi ci ficco. E il piatto, ai giorni nostri, è proprio quello, meno che metaforico, della cucina. Un settore che invade anche in maniera assillante, se non molesta (ma di “molestie gastronomiche” ancora non si può parlare) la vita di ogni giorno, dopo aver occupato con una certa arroganza quasi tutti i media.

E allora anche l’Università, nel caso specifico la Statale di Milano, ha pensato di cogliere il momento propizio – in realtà il progetto parte dall’Expo 2015 – per entrare in questo ambito, sfruttando i giacimenti letterari di tipo culinario che sono sparsi un po’ in tutta la letteratura mondiale con esiti vari, anche se non sempre di qualità, è giusto dirlo.

 

Nel libro appena pubblicato, ci si è soffermati in particolare sugli scrittori italiani del Novecento, recuperando dalle loro opere 101 ricette con alcuni nomi di Autori che spiccano, come i Nobel Grazia Deledda e Giuseppe Ungaretti.

Il volume è diviso in due parti: un menu alla carta in cui le ricette sono raggruppate per portate (aperitivi, sughi, salse, farciture, dolci), introdotti da racconti, ricordi, divagazioni di autori contemporanei, tra gli altri, Andrea Vitali, Hans Tuzzi, Michele Mari, Walter Siti.
E l’altro a tema, dove si tratta più specificamente di ricette collegate ad alcuni specifici obiettivi: a sfondo afrodisiaco, dietetico, rosa (piatti creati da donne), ecc.

Vi è poi il Menu di soli primi in versi, con le poesie in dialetto di Biagio Marin e Arrigo Boito, il Metamenu che termina con la Ricetta per far ricette di Giuseppe Prezzolini, tutti corredati di letture di meditazione finali.

Tra le ricette più particolari e intriganti, quella della siciliana Giuseppina Torregrossa “Spaghetti cu’ l’ova di rizzi”, tratta dal libro “Panza e prisenza” semplicissima – se non fosse per quell’ingrediente particolare, cioè le uova di riccio, femmina naturalmente, che si trovano all’interno del suo corpo, soltanto quando la luna è piena – ma capace di incredibili effetti erotici. O il “Risotto romagnolesco” di Giovanni Pascoli del 1905, che corregge la ricetta classica del risotto alla milanese del suo amico giornalista Augusto Bianchi del “Corriere della Sera”, che gli aveva scritto, con l’aggiunta di qualche fegatino di pollo e un funghetto… Il tutto sempre in rima.

Anche Maddalena Fossati, che da poco è Direttrice de “La Cucina Italiana”, una delle riviste più antiche e prestigiose del settore, l’unica ad avere una vera cucina all’interno per preparare e valutare le ricette di cui tratta, ha scelto di pubblicare ogni numero una ricetta che viene dal mondo dei libri. Ricordiamo che “La Cucina Italiana”, fondata nel 1929 da Umberto Notari e dalla moglie Delia, aveva un comitato di degustazione tra cui vi era anche F.T. Marinetti. Scrittore che personalmente non stimo molto dal punto di vista culinario, non foss’altro che per quella sua affermazione blasfema di abolire la pastasciutta, definita da lui assurda religione gastronomica italiana. Come avrete capito, io senza pasta non ci so stare!

Infine, da segnalare l’intervento, sempre dottissimo, forse un po’ snob (ma compiaciuto di esserlo), di Hans Natuzzi, di cui è stato letto, dal bravo attore Claudio Marconi, un brano del suo libro giallo che ha per protagonista il commissario Melis e la ricetta della pasta ‘ncasciata.

Insomma, un libro da leggere e da seguire per la preparazione di ricette originali di scrittori famosi, oltre che da guardare con attenzione per la ricchezza di immagini, riproduzioni di foto originali, documenti inediti e disegni realizzati da John Alcom.

Mangiarsi le parole. 101 Ricette d’autore. A cura di Luca Clerici, Edizioni Skira, 216 pagine, 63 colori eB/n, cartonato, 29 €.