La mostra che è in corso a villa Borromeo di Viggiù, fino al 18 agosto, va a riscoprire e ad analizzare l'immenso patrimonio storico culturale indagato dallo storico viggiutese Gibi Franzi.

Nato a Viggiù il 30 maggio 1913, Gianbattista Franzi era figlio di Luigi "picasass" e di Maria Gussoni, della famiglia Franzi "Pessina". Nella casa paterna il padre e lo zio Peppino, falegname, gli insegnano i segreti del lavoro manuale, ma non sceglie nessuna delle due professioni e viene mandato a studiare a Novara, dove si diploma Perito Tecnico. Svolge il servizio militare nel Genio. Trova lavoro, come disegnatore, alla SIAE-Marchetti (nota come Savoia-Marchetti, oggi Alenia Aermacchi) fabbrica di aeroplani a Vergiate.

Passa sempre le sue ferie a Viggiù nella casa paterna di via Martino Longhi, i suoi hobby sono la pittura, la filatelia, i lavori in legno, e dove inizia un grande lavoro di ricerca su Viggiù, durato 30 anni con diversi appassionati studiosi, tra i quali Enrico Molina, Angelo Isella e Gianpiero Gattoni.

Nelle estati passate a Viggiù ha realizzato diverse mostre presso il Museo Butti e presso la Villa Borromeo, con temi diversi, dalla tematica filatelica, agli stemmi araldici, dalla raccolta di cartoline ai tabellionati notarili.

"Le ricerche di Gibi si sono sviluppate nel corso di decenni ed

hanno investigato a fondo le storie della gente comune, degli operai, degli scalpellini, degli artisti, dei notabili. Per le sue ricerche, Gibi Franzi è partito dalla gente sconosciuta, da chi fa veramente la storia di un paese: tutte quelle migliaia di nomi ricopiati a mano dai registri parrocchiali di Viggiù, Saltrio e Clivio, hanno costituito le fondamenta del suo lavoro. Il cercare di collocarli sul territorio tramite il Catasto di Maria Teresa, cercare gli atti notarili relativi ai Viggiutesi, ha permesso a mio padre di conoscere qualche pezzetto di storia di centinaia di suoi compaesani e di immaginarli dove vivevano.

Poi ha collocato in un'epoca remota, ma per lui presente e viva, anche attraverso i vari Archivi di Stato dove si trovavano notizie relative ai più abbienti o ai nobili ed al clero, i notai, gli scultori, i pittori e quei fatti e persone che di solito si trovano sui libri, e di cui altri studiosi hanno scritto fatti e storie, ma solo nei suoi alberi genealogici le persone dimenticate, i semplici contadini, gli operai delle cave o i picasass hanno ritrovato la loro collocazione nella storia".

La mostra si apre con una sala dedicata ai segni di

tabellionati dei notai attivi a Viggiù dal 1190 al 1829. Lo studio sui notai che hanno operato in quest'area è un aspetto della storia locale che certifica l'importanza di Viggiù nei secoli quale importante centro della vallata del Ceresio. Non va peraltro sottovaluto l'aspetto artistico dei segni riportati in questa ricerca: esaminando i tabellionati con l'occhio del grafico emerge via via la purezza dello stile romanico, la genialità rinascimentale, le complicazioni barocche, ed i primi tentativi di astrattismo.

Segue la seconda sala dedicata interamente agli stemmari della famiglie viggiutesi. Le trascrizioni a mano di tutti i registri parrocchiali sono state la base per un ciclopico, complesso e laborioso lavoro di confronto e ricerca delle comuni origini familiari che hanno dato forma ad una serie di monografie e i relativi alberi genealogici delle principali famiglie dei nostri comuni. L'esposizione non vuole essere una ricerca di antiche nobiltà, ma mettere in evidenza l'evasione araldica di tanti artisti Viggiutesi che, legati da attività professionali all'abbellimento della Roma del manierismo e del barocco, occuparono il loro tempo libero a continue migliorie delle case avite, personalizzandole. Ed ecco sorgere, accanto agli scudi nobiliari di alcune famiglie notabili, come i Castiglioni, i Buzzi, i Marinoni, le targhe che ornano tanti portali di accesso alle vecchie corti ed impreziosiscono le avite case.

Un po' di storia di Viggiù
Fino al 18 agosto 2013
Viggiù, Musei Civici -Villa Borromeo, Via Roma 47
Orari: domenica 4/08 dalle 16.00 alle 19.00
mercoledì 31/07 e 7/08 dalle 10.00 alle 12.00, mentre il 10/12/14/15/17/18 agosto dalle 19.00 alle 22.00