L'inaugurazione della mostra in Galleria GhigginiL'inaugurazione della mostra in
Galleria Ghiggini

In un allestimento che coniuga la razionalità e la funzionalità di uno studio di progettazione, la Galleria Ghiggini di Varese ha aperto al pubblico la rassegna intitolata: "Varese: architettura e territorio. Didattica al primo anno all'Accademia di Mendrisio". In mostra, i progetti degli allievi del I anno dell'ateneo elvetico che si sono concentrati su tre nodi problematici: rapporto tra architettura e paesaggio, soluzioni di collegamento tra diversi corpi di fabbrica e realizzazione di un nucleo abitativo, visti e considerati in una progressiva riflessione.

Riflessione, giacchè proprio di questo si tratta. O per meglio dire, di esercizio di metodo, di vero e proprio tirocinio progettuale applicato ad un contesto concreto. Dunque una mostra che, a nostro avviso, meriterebbe una risonanza maggiore non fass'altro che per il privilegio di Varese di esser stata scelta come città partner dell'ateneo elvetico e di vedersi studiata da cima a fondo tanto dagli allievi dell'ultimo anno che dalle "matricole". Il fatto che non se ne parli con cognizione di causa o che, peggio ancora, si stia a dibattere sul se, sul come e sul quando i progetti verranno realizzati, dimostra quanto poco la città sia abituata a ragionare da vera città universitaria, ad immaginare che in un ateneo di tutto rispetto gli allievi vengano tirati su a pane e tirocini, apprendistati, laboratori propedeutici, praticantati.

Lezione di metodo – Su questo punto hanno insistito i

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docenti Gabriele Cappellato, Andrea Ciotti e Luigi Trentin. "Rispetto a tutte le altre città che in Accademia abbiamo studiate gli scorsi anni, come Padova, Venezia, Olten, la 'Città Ticino' e Losanna – ha spiegato Cappellato – Varese è stata studiata sia dagli allievi dell'ultimo anno che da quelli del primo. E se è pur vero che i progetti delle matricole dimostrano – come rientra nella logica delle cose – tutte le debolezze di "giovani apprendisti architetti", quando penso ai progetti dei neo-diplomati mi trovo davanti a soluzioni già mature, con un buono e rodato bagaglio alle spalle. Credo e mi auguro che la città sappia interessarsi e rispondere in modo positivo e propositivo a questa iniziativa".

Ma torniamo ai progetti: capita di vedere la mattina una fiumana di giovani che attraversano piazza Repubblica. Ma dove vanno? Chi non è di Varese magari non sa o non ricorda che la città giardino ha una propria sede universitaria, con un ingresso mascherato, occultato da altre costruzioni e non particolarmente significativo da un punto di vista architettonico. Proprio il collegamento tra piazza Repubblica e la sede del rettorato cittadino si trova al centro dei progetti degli studenti che hanno sostanzialmente ragionato sul tema del collegamento verticale fra quote differenti.

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Una torre-belvedere, dalla quale tornare ad ammirare il paesaggio (rivoluzionato) immortalato dal Bellotto oltre tre secoli fa, è l'altro tema asseganto ai giovani architetti. Chiudono la rassegna i progetti più complessi ed articolati di sei residenze unifamiliari tagliate e cucite su misura su altrettanti committenti illustri. "I progetti per residenze – ha spiegato Ciotti ai nostri microfoni – si misurano con tre differenti tipologie edilizie: la casa-torre, la casa a corte e a setti paralleli. Ogni committente è stato anche invitato in Accademia per confrontarsi con i giovani ed esprimere le proprie esigenze e i propri desiderata".

Fate la vostra architettura – Da Luigi Trentin, che ama definirsi un citazionista, un'altra interessante lezione di metodo: "Come ha scritto Ludwig Mies van der Rohe la forma è solo un sottoprodotto. Quello che conta, nella formazione della nuova generazione di architetti, è la riflessione, il metodo di lavoro. In molti di questi casi presentati al pubblico ci si trova di fronte a progetti che non verranno mai realizzati ma che dimostrano e rivelano un percorso e un itinerario progressivo di riflessione. Quasi dei Koan, i problemi senza soluzione del Buddismo zen. Questi realizzati, diventano in un certo senso, temi assegnati per sollecitare la meditazione su concreti problemi d'architettura e quindi per "risvegliare" la necessaria consapevolezza di chi lavora con squadra e goniometro. Del resto non bisogna scordare che prima di arrivare allo schermo del pc, occorre una solida preparazione e tirocinio manuali. Alla facile strada del "Guardate le riviste e copiate le soluzioni che vanno per la maggiore", la strada che preferiamo insegnare è "Partite da nodi problematici concreti (le scale, le volte e il rapporto tra luce e spazio, pieno e vuoto…) e trovate le vostre soluzioni".

'Varese: architettura e territorio. Didattica al primo anno all'Accademia di Mendrisio'
Inaugurazione: sabato 4 settembre ore 18.00
dal 4 al 18 settembre 2010
Galleria Ghiggini 1822
Varese, via Albuzzi, 17
orari: martedì – sabato ore 10.00 – 12.30 / 16 – 19
Ingresso libero
http://www.ghiggini.it/
http://www.arc.usi.ch/