Milano – Con “Presenze Altrove”, titolo della personale di Stefano Di Stasio, si apre la stagione espositiva 2022 della Fondazione Stelline. Da giovedì (3 marzo) al 3 aprile, si potranno ammirare i lavori dell’artista di origini napoletane, circa una ventina, di medie e grandi dimensioni, tele e carte inedite realizzate appositamente per l’occasione.

La pittura di Di Stasio racconta una ricerca libera dai vincoli creati da mode momentanee. I suoi olii su tela rappresentano narrazioni, sogni, ricordi recenti o lontani, realizzati con meticolosa attenzione ai singoli dettagli, come le note di un pentagramma. Le opere su carta vivono come vibrazioni del segno, della traccia, della melodia in cui l’artista si immerge.

Squarci geometrici che aprono a nuove prospettive e idealmente ricollegati alle prime esperienze concettuali della fine degli Anni 70, si alternano a personaggi umani, animali, fiori (la rosa) e oggetti (il pianoforte). Tutti dal forte valore simbolico, nei quali la libera interpretazione dello spettatore diventa una componente importante della poetica dell’artista.

La mostra, a cura di Vittoria Coen, è inserita nel palinsesto di Milano Art Week (28 marzo – 3 aprile), la settimana che il Comune di Milano, in collaborazione con Miart, dedica all’arte moderna e contemporanea.

Una pubblicazione, con testo introduttivo della curatrice, affianca l’esposizione che sarà visitabile sino al 3 aprile nei seguenti orari: martedì – domenica 10-20.
Durante la mostra sono previsti  visite guidate con il curatore (sabato 5 marzo, 19 marzo e 2 aprile, alle 17) e  un incontro con l’artista (venerdì 1 aprile, alle 18). Eventuali aggiornamenti saranno segnalati sul sito www.stelline.it.

 

Stefano Di Stasio (Napoli, 1948) vive e lavora tra Roma – dove si trasferisce con la famiglia nel 1950 – e Spoleto. Fondamentale per la sua formazione artistica l’incontro, all’età di dodici anni, con Giorgio De Chirico a cui, grazie alla madre che lo incrocia a teatro, riesce a sottoporre una cartella di suoi disegni. Allievo di Toti Scialoja, nei primi anni della sua sperimentazione affronta una ricerca incentrata sull’astratto e poi sull’installazione extra pittorica. Nel 1978 viene notato da Plinio De Martiis, il quale lo invita a esporre le sue opere alla galleria La Tartaruga in collettive e personali dedicate al nuovo ritorno alla pittura. Oltre alla partecipazione ad “Aperto ’82” della Biennale di Venezia 1982, è presente con sale personali alle successive Biennali del 1984 e del 1995.
Le gallerie che negli anni si sono occupate del suo lavoro, tra le altre, sono: La Tartaruga, Pio Monti, La Nuova Pesa, Gian Enzo Sperone, L’Attico, Il Polittico, A.A.M., Maniero, Studio Vigato, Alessandro Bagnai, Arts Event’s, Ambrosino e Andrea Arte. Tra i musei nei quali ha esposto, si ricordano: Museo del Risorgimento a Roma (1997-1999), Palaexpò a Roma (1992-1999-2013), Scuderie del Quirinale a Roma (2000), County Museum, Los Angeles, USA (1987), Museum of Modern Art, Ostenda, Belgio (2001), GNAM a Roma (2004-2018), MART di Rovereto (2005), MACRO a Roma (2013), Museo Ettore Fico a Torino (2021).