Comerio – I patrimoni artistici contemporanei rappresentano una parte della nostra bellezza quotidiana. Per una famiglia, però, l’eredità di un artista non è soltanto un tesoro da conservare: è un’identità, una storia, una responsabilità. Può diventare un ponte tra il passato e il presente.
È da questa consapevolezza che prende forma il nuovo Archivio Atelier di Luigi Bello (Legnano 1928 – Cadegliano Viconago 2024), nato dopo un lungo lavoro di raccolta, catalogazione e riordino. Un progetto pensato per custodire, studiare e raccontare un percorso artistico sviluppato nel corso di quasi settanta anni di attività.
L’Archivio non è soltanto un luogo in cui conservare le opere. È uno spazio in cui la memoria dell’artista continua a dialogare con il presente: dipinti, opere su carta, ceramiche e documenti d’archivio restituiscono la complessità di una ricerca che ha attraversato stagioni e linguaggi differenti.
Il progetto nasce dal desiderio di preservare questo patrimonio e, nello stesso tempo, di renderlo accessibile. Per questo l’atelier che ospita l’Archivio torna ad aprirsi ai visitatori su appuntamento, offrendo la possibilità di avvicinarsi alle opere nel luogo in cui la ricerca dell’artista ha preso forma, in un contesto diverso da quello di una tradizionale esposizione.
La storia di Luigi Bello si sviluppa attraverso diverse fasi della ricerca artistica: dagli esordi figurativi e dalla formazione accademica fino alla progressiva apertura verso una pittura più libera e materica. Terra, sabbia, legno, foglie entrano nel suo lavoro, trasformando la superficie della tela in un luogo di stratificazioni, segni e memoria.
L’atelier conserva così una relazione particolare con il lavoro dell’artista, mentre l’Archivio ne raccoglie e organizza le testimonianze: opere, documenti e materiali permettono di ricostruire la continuità di una ricerca e di coglierne passaggi, trasformazioni e permanenze.
Per Anna Bello, figlia dell’artista e promotrice del progetto, la nascita dell’Archivio rappresenta soprattutto una responsabilità verso l’opera del padre e verso la sua memoria. Un patrimonio familiare che non deve rimanere chiuso nella dimensione privata, ma può diventare occasione di conoscenza e di incontro.
«Desidero preservare il suo lavoro e fare in modo che non vada disperso e vorrei che chiunque potesse avvicinarsi alle sue opere e attraverso di esse conoscere non solo l’artista, ma anche l’uomo».
È una frase che racchiude il senso più profondo dell’iniziativa: conservare non significa semplicemente mettere al riparo le opere dal tempo, ma mantenerle vive attraverso la possibilità che altri possano incontrarle, studiarle e comprenderle. E, insieme alle opere, conoscere la persona che le ha create.
L’Archivio nasce così anche come un racconto in divenire. Ogni opera catalogata, ogni documento ritrovato e ogni materiale conservato contribuisce a ricostruire una storia artistica che continua ad essere studiata e valorizzata.
Aprire al pubblico significa dunque creare una possibilità di incontro diretto con questo patrimonio: permettere che ciò che appartiene alla storia personale e artistica di Luigi Bello possa entrare in relazione con nuovi sguardi, diventando occasione di conoscenza e di approfondimento.
Le visite al nuovo Archivio Atelier di via G. Borghi 27 a Comerio saranno possibili su appuntamento. Per informazioni e prenotazioni T.: 3394766364, Email: luigibello28@gmail.com, www.luigibello.itInstagram: luigibello1928. Sabato 19 e domenica 20 settembre si potrà visitare dalle 10 alle 17, su prenotazione









