Gemonio – C’è un territorio in cui il reale e l’immaginario si incontrano, dove l’animale diventa creatura fantastica e il disegno si trasforma in una forma di conoscenza. È questo il mondo esplorato da Paul Scharff (1935-2015), illustratore, grafico e umorista olandese che scelse la Valcuvia come luogo di vita e di lavoro, al centro della mostra Il mondo dell’essere immaginato, curata da Lara Treppiede e Francesco Riva e ospitata dal Museo Civico Floriano Bodini.

Realizzata in collaborazione con la Biblioteca di Gemonio, l’esposizione restituisce la complessità di una figura difficilmente riconducibile a un’unica definizione. Il suo nucleo principale è costituito dalle litografie dedicate al Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges, accostate a quelle ispirate al Bestiario di Leonardo da Vinci. Due universi letterari lontani nel tempo, ma accomunati dalla capacità di mettere in discussione il confine tra osservazione e invenzione, natura e fantasia.

Proprio nell’idea di “essere” contenuta nel titolo si trova una delle chiavi di lettura della mostra: essere come creatura vivente, animale, bestia, ma anche come presenza immaginaria, esistenza possibile in un mondo parallelo. Le figure di Scharff abitano questa zona di confine con ironia e leggerezza, senza mai rinunciare alla precisione del segno e alla straordinaria padronanza della tecnica litografica.

Il suo immaginario, tuttavia, non nasce soltanto dal confronto con i grandi testi della cultura letteraria. L’esposizione amplia lo sguardo a una produzione molto più vasta, che comprende vignette umoristiche, loghi, manifesti, copertine, illustrazioni per l’infanzia e lavori realizzati per importanti case editrici, da Mondadori a Fabbri, da De Agostini a Il Saggiatore. Ne emerge il ritratto di un artista curioso e poliedrico, per il quale il disegno rappresentò fin dall’infanzia una modalità privilegiata di espressione e di relazione con il mondo.

Accanto alle opere, una sezione fotografica firmata da Angelo Gargaglione introduce una dimensione più privata. Le immagini, nate dalla lunga amicizia con Scharff, lo mostrano nella quotidianità, assorto nella lettura, impegnato negli scacchi – una delle sue grandi passioni – e soprattutto nel suo studio, nel momento del lavoro. È proprio qui che la mostra sembra trovare il suo centro più autentico: non soltanto nelle opere finite, ma nel gesto che le genera.

A questa dimensione del fare è dedicato anche il video realizzato da Francesco Riva, nel quale Scharff illustra le diverse fasi della stampa litografica. Strumenti, materiali, gesti e passaggi tecnici diventano parte integrante del racconto, riportando l’attenzione sulla componente artigianale della produzione artistica.

Tra animali impossibili, pagine letterarie, matrici litografiche e suoni, “Il mondo dell’essere immaginato” restituisce un artista capace di attraversare linguaggi diversi mantenendo sempre il disegno come punto d’origine.

La mostra è visitabile sino al 18 ottobre, sabato e domenica 10.30-12.30/15-18, da lunedì a venerdì su appuntamento contattando +39 3397596939. (ph. Angelo Gargaglione)