Verbania – Ad Alessandro Mendini la città dedica una ricca antologica ospitata nelle sale di Villa Giulia. La mostra ripercorre, attraverso 130 opere, la carriera di uno dei più geniali interpreti del design e dell’architettura del Novecento, dagli esordi negli anni Settanta fino ai riflessi del postmodernismo.
Mendini è stato un intellettuale a tutto tondo, capace di rivoluzionare l’atto della progettazione introducendo elementi innovativi sia sul
piano strutturale sia su quello decorativo.
L’esposizione, dal titolo “Cose. Stanze come mondi”, curata da Loredana Parmesani, presenta alcune tra le opere più iconiche della sua sterminata produzione, ripercorrendo un vasto arco cronologico che dai primi passi nel Radical Design milanese degli anni Settanta arriva alle teorie postmoderne. Un capitolo importante è dedicato anche alla collaborazione con Alessi, che proprio nella provincia del Verbano Cusio Ossola ha la sua sede operativa.
Il percorso espositivo si sviluppa seguendo la struttura interna di Villa Giulia. Ogni stanza è dedicata a un capolavoro, selezionato in collaborazione con le figlie Fulvia ed Elisa Mendini. Si va dalla “Poltrona di Paglia” del 1974, concepita come manifesto di un design capace di farsi provocazione e attivismo sociale, alla celebre “Poltrona di Proust” del 1978, dedicata allo scrittore francese e sospesa tra gusto rococò e
suggestioni puntiniste. In mostra anche il divano “K2” per A LOT OF Brazil del 2013, omaggio agli artisti e ai movimenti più vicini alla sensibilità di Mendini, da De Chirico al Futurismo, dal cubismo cecoslovacco alle avanguardie storiche; il “Mendinigrafo” del 1985, strumento da disegno che raccoglie i segni distintivi della sua produzione; “100% Make up” per Alessi del 1992, serie di cento vasi in porcellana decorati da artisti, architetti e designer internazionali; e “Mobili per
Uomo: Giacca” di Bisazza del 1997, mobile-scultura in mosaico e foglia oro che trasforma l’abito in un monumentale oggetto di design.
Ogni creazione è affiancata da disegni, oggetti, dipinti e testi che ne illustrano la genesi e ne evidenziano il
ruolo nella storia del design.
Il pubblico potrà visitare la mostra fino al 27 settembre: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 11 alle 19. Martedì chiuso.
Note biografiche
Alessandro Mendini (1931-2019), architetto, designer, artista e critico è nato a Milano. È stato uno dei teorici e promotori del rinnovamento del design italiano. Ha diretto le riviste Casabella, Modo e Domus. Sul suo lavoro e su quello compiuto con i suoi gruppi sono uscite monografie in varie lingue. Ha realizzato oggetti, mobili, ambienti, pitture, architetture, collaborando con compagnie internazionali come Alessi, Bisazza, Hérmes, Philips, Kartell, Swatch, Venini, and Cartier ed è stato consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente come Ramun, Cha Hospital, SPC Group, Samsung e LG. Membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme, gli sono stati attribuiti tre Compassi d’Oro per il design, ed è stato insignito delle onorificenze Chevalier des Arts et des Lettres in Francia, Architectural League di New York e l’European Prize for Architecture 2014 a Chicago.
Ha ricevuto le lauree Honoris Causa a Milano, a Parigi, a Wroclaw in Polonia e a Seoul in Corea. Suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private. Alcuni lavori progettati con il fratello Francesco e con il loro Atelier, sono le Fabbriche Alessi a Omegna, la piscina olimpionica a Trieste, le stazioni della metropolitana a Napoli in Italia; una torre ad Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; un palazzo per uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania. In Corea del Sud: Il quartiere Posco a Seoul; la torre osservatorio a Suncheon e la pensilina per l’alta velocità nella stazione ferroviaria di Gwangju.









