'Madonna scheletrita', Bertozzi & Casoni'Madonna scheletrita', Bertozzi & Casoni

Curiosità e stupore – Il blocco di marmo, di granito, di pietra, la lastra di marmo, da tempo non riescono ad intrappolare la creatività degli artisti che si trovano a confrontarsi con l'opera tridimensionale, con l'oggetto creato con la materia. Già forse perchè, come ha sottolineato Marco Meneguzzo, curatore della mostra 'La scultura italiana del XXI secolo', aperta alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, è lungi dall'essere intesa come voleva la tradizione. "Si è passati dalla materia al materiale, trovato, raccolto, cercato, tramutato in rady made, non inteso come nel secolo scorso, ma come assemblaggio che permette la creazione di nuovi rapporti tra le parti. Lo spazio fisico in cui questi si trovano ad agire è lo stesso, ma lo invadono in maniera totalmente differente".

Chiave di lettura – "Vuole essere una mostra ambiziosa – continua il curatore – dopo cinque anni da quella dedicata alla scultura del XX secolo con cui ha inaugurato la sede

'Non omnis moriar', Corrado Bonomi'Non omnis moriar', Corrado Bonomi

della Fondazione in via Solari. Allora predominavano i colori del bronzo e del marmo, predominava la tradizione. La rassegna di oggi invece riflette la situazione dell'Italia attuale, della crisi perchè non bisogna pensare che l'arte sia un'oasi felice immune da tutto". Un punto della situazione, questo vuole essere la mostra, una panoramica su coloro che oggi si dedicano all'arte plastica, "anche se è difficile distinguere quello che è scultura, installazione…", afferma Meneguzzo, "il desiderio di questi artisti è quello di raccontare, di narrare e inventare delle storie, che l'osservatore è invitato a captare ed ascoltare".

'Archeologia di un istante', Paolo Delle Monache'Archeologia di un istante'
Paolo Delle Monache

Particolari e particolarità – Un primo impatto forte: il cavallo senza testa (o immersa nel muro) di Maurizio Cattelan, o ancora Donatella di Giovanni Rizzoli, una versione al femminile di un simbolo dell'arte italiana, il David di Donatello. Rumori, movimento e luci riempiono lo spazio, animano l'ambiente, attraggono il visitatore. Vince in questa mostra la personalità dell'individuo, di colui che ha creato l'opera, di coloro che passeggiano tra le opere d'arte. Materiali pregiati come quelli utilizzati da Nicola Bolla in Vanitas suicide, ben si accostano ai chewing-gum di Maurizio Savini che danno forma all'uomo, il manager crocifisso in un'inutile attesa. La frammentarietà e l'incertezza della società è riflessa nell'animo degli artisti, il bisogno di movimento per non essere schiacciati come Home to go di Adrian Paci, trovano risposta nelle opere di Massimo Bartolini e Vedovamazzei. L'uomo solo, una minuscola parte del tutto, l'individuo del XXI secolo, eccolo in Paolo Delle Monache, Archeologia di un istante, e in Lara Favaretto, L'uno per cento.

Confini quasi inesistenti – L'artista indiano Riyas Komu è ospite nello spazio UniCredit Project Room con l'installazione Oil's Well, Let's Play! realizzata nel 2007.  "Si nota immediatamente come la sua forma espressiva si avvicini moltissimo a quella dei nostri artisti italiani a dimostrazione che i confini e le differenze sono sempre più sottili, quasi inesistenti", afferma Carla Mainardi di UniCredit.

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Fondazione Arnaldo Pomodoro
Milano, Via Andrea Solari, 35
20 ottobre 2010 – 30 gennaio 2011
Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese
Catalogo: bilingue (italiano e inglese)
tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it