La copertina del volumeLa copertina del volume

Vicende e contro-vicende – Paolo Caliari, meglio noto come il Veronese, venne addirittura citato dal Tribunale dell'Inquisizione nel 1573. L'accusa era grave: l'Ultima Cena, dipinta per la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, conteneva immagini non presenti nel racconto evangelico.
Non andò meglio al Caravaggio, spesso trovatosi nel mirino delle critiche per le sue rappresentazioni considerate, da certa gerarchia, poco ortodosse.

Non sempre le invenzioni, le scelte artistiche indipendenti e le licenze sono state viste di buon occhio dal clero. Eppure certi capolavori d'arte, proprio per la loro geniale "autoderminazione", hanno saputo meglio interpretare ed incarnare i misteri delle sacre scritture. Ne sono un esempio lo straordinario Gesù di Rembrandt oggi al Louvre: un dipinto di struggente intensità, eppure così lontano dai canoni pienamente ieratici.
Oppure la Madonna col Bambino di Bramantino a Brera, tanto anomala e rivoluzionaria quanto piena di calore umano.
Ma anche, in tempi a noi più recenti, l'Annunciazione di Henry Ossawa Tanner oggi al Museo d'Arte di Philadelphia. Semplicemente geniale.

"Anch'io mi sono concesso qualche tocco di colore, qualche aggiunta personale e qualche libero aneddoto al mio lavoro di trascrizione dei Vangeli in rima e poesia". A parlarci è Francesco Fiorista, medico cardiologo di Milano e autore del volume: "I Vangeli in versi e rima. Poema

Intervista a Francesco FioristaIntervista a Francesco Fiorista

cristiano".
"Il lavoro nasce quasi per caso, a metà degli anni Novanta, per rendere ai miei figli qualche episodio del Vangelo nella forma metrica dei settenari, certamente il verso poetico più orecchiabile, adatto alle ballate e alle canzoni. Da lì, è nata una vera e propria ricerca con tanto di lettura parallela del testo greco a fronte".

Il volume di Fiorista è stato da alcuni definito anche "un Vangelo da cantastorie", un felice ritorno alla concezione letteraria di poema – che ben si presta all'ascolto – di novella eroica, profondamente umana e popolare e dunque molto religiosa e ricchissima di simbologie.
Alla maniera degli artisti, Fiorista ha disseminato la "propria" vicenda terrena di Cristo di rapidi e sapidi tocchi di colore, di intuizioni che rivelano un sentire profondamente poetico.
Molti degli episodi così narrati contribuiscono a "levarci dagli occhi la caligine, le incrostazioni sedimentate", facendoci ritornare al testo originario. Perchè la vera, grande dote di ogni autore è quella di indicare non a sè stesso ma verso l'esterno, verso l'Altro.